(Adnkronos) – La decisione di Papa Leone XIV di rinunciare alla visita ad Assisi, prevista per il 27 ottobre, ha sollevato interrogativi dopo la sua partecipazione all’udienza generale a bordo della papamobile scoperta. Ma è corretto parlare di rischi per la sua salute? “Un paziente dimesso dall’ospedale non deve rimanere a letto o chiuso in una stanza, ma deve riprendere gradualmente la propria vita quotidiana”, spiega all’Adnkronos Salute Massimo Di Maio, presidente dell’Associazione italiana oncologia medica (Aiom), a margine del congresso della Società europea di oncologia medica (Esmo) che si apre oggi a Madrid. Secondo il presidente degli oncologi, “non esistono necessariamente controindicazioni assolute al ritorno alle normali attività dopo un intervento chirurgico” come quello al quale il Santo Padre si è sottoposto il 13 ottobre al Policlinico Gemelli per l’asportazione di un adenocarcinoma al polmone destro. Â
Naturalmente, sottolinea, “ogni situazione deve essere valutata individualmente, tenendo conto delle condizioni di salute, delle precauzioni necessarie e di come la persona si sente. Se non si sente bene, è giusto che rinunci a un impegno. Se invece le condizioni lo consentono, non vedo necessariamente un problema nel fare un giro in automobile, anche in presenza di altre persone”. È importante, tuttavia, distinguere le diverse circostanze. “Un conto è trovarsi in mezzo a una folla, con i possibili rischi di infezione, soprattutto per chi ha le difese immunitarie basse; un altro è riprendere gradualmente le normali attività dopo la dimissione dall’ospedale”, precisa Di Maio. Â
Per questo motivo, lo specialista – che è anche direttore dell’Oncologia medica 1 dell’Aou Città della Salute e della Scienza di Torino e professore al Dipartimento di Oncologia dell’università di Torino – non ritiene giustificate le polemiche sulla presenza del Papa sulla papamobile scoperta durante l’ultima udienza generale in piazza San Pietro. “La decisione di partecipare o meno a un appuntamento successivo – evidenzia – deve dipendere soprattutto dalle condizioni di salute e dalla capacità di affrontare l’impegno”. “Se il Papa ha deciso di rinunciare alla visita ad Assisi, evidentemente avrà ritenuto più prudente farlo. Dopo un intervento, è ragionevole valutare giorno per giorno come ci si sente e regolarsi di conseguenza”, conclude Di Maio. Â
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