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Fanghi e detriti nella cantina interrata della villa storica venduta: l’acquirente ottiene la riduzione del prezzo

La sentenza del tribunale di Livorno ha messo fine in primo grado a una controversia che risale al 2021: riconosciuti i vizi dell'immobile

LIVORNO – Il tribunale di Livorno ha messo fine a un lungo contenzioso legale riguardante la compravendita di una villa storica, pronunciando una sentenza che ridefinisce le responsabilitĂ  tra venditore e acquirenti in presenza di vizi edilizi occulti.

La vicenda ha avuto inizio nel 2021, quando una coppia livornese ha sottoscritto un contratto preliminare per un valore di 710mila euro, basandosi su relazioni tecniche che attestavano la piena regolaritĂ  urbanistica e catastale dell’immobile. Tuttavia, durante l’immissione anticipata nel godimento del bene, i nuovi proprietari hanno scoperto gravi criticitĂ : locali interrati sommersi da fango e detriti, difformitĂ  urbanistiche non dichiarate e impianti non a norma. Nonostante la scoperta di tali anomalie prima del rogito, le parti hanno comunque deciso di procedere alla stipula del contratto definitivo, spostando la battaglia legale sul piano del risarcimento e della riduzione del prezzo.

Nella decisione del giudice Giulio Scaramuzzino è emerso un principio cardine della responsabilitĂ  contrattuale: il venditore è tenuto a consegnare un bene conforme non solo materialmente, ma anche giuridicamente. L’indagine peritale svolta durante l’accertamento tecnico preventivo ha confermato la presenza di vizi legati alla mancata agibilitĂ  dell’immobile, difformitĂ  nelle aperture sui tetti e irregolaritĂ  nel vano cantina e nei servizi igienici.

Proprio sulla cantina interrata si è focalizzata l’attenzione della corte: poichĂ© il locale non era stato mostrato durante i sopralluoghi e non era facilmente individuabile, il giudice ha stabilito che incombeva sul venditore l’obbligo di informare gli acquirenti sulle sue reali condizioni, violando i doveri di correttezza e buona fede. Al contrario, sono stati esclusi dal computo dei danni i vizi relativi a una tettoia esterna, poichĂ© testimonianze in aula hanno provato che l’acquirente ne fosse a conoscenza giĂ  prima del rogito, accettando implicitamente il rischio.

Il verdetto finale ha accolto solo parzialmente le richieste degli attori, che avevano inizialmente quantificato il danno in 250mila euro. Il tribunale ha infatti rigettato le richieste risarcitorie legate all’aumento dei tassi di interesse del mutuo e alla perdita dei bonus fiscali (come il Superbonus), ritenendo che non vi fosse una prova diretta del nesso causale tra il ritardo nella stipula e tali aggravi economici.

Anche la domanda per danni extra-patrimoniali è stata respinta per mancanza di prove su lesioni concrete ai diritti della persona. Di conseguenza, il venditore è stato condannato a restituire agli acquirenti la somma di 27500 euro a titolo di riduzione del prezzo, oltre al pagamento dei due terzi delle spese legali e di perizia, ricalcolate sulla base dell’effettivo valore dei vizi accertati e non sulle pretese iniziali.

© Riproduzione riservata

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