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Piombino Domani sul rifacimento di Corso Italia: “Un’altra occasione persa”

Secondo l'associazione politica "ignorato il verde e la sostenibilità ambientale". Sotto la lente anche lo scarso drenaggio

PIOMBINO – L’associazione politica Piombino Domani interviene con durezza sul progetto di rifacimento di Corso Italia, sollevando dubbi sostanziali sulla visione urbanistica e ambientale dell’amministrazione. Attraverso una nota ufficiale, il gruppo ripercorre le tappe di un’interpellanza presentata lo scorso novembre, le cui risposte, giunte dopo due mesi e diversi solleciti, hanno lasciato insoddisfatti i promotori.

Secondo Piombino Domani, la riqualificazione del corso principale rappresenta “l’ennesima occasione persa, con un progetto vecchio che ignora ancora una volta il verde e la sostenibilità ambientale”. Al centro della polemica non ci sono solo i ritardi e la mancata comunicazione ai commercianti durante le festività natalizie, ma una carenza di visione legata ai cambiamenti climatici e alla vivibilità urbana.

Uno dei punti più contestati riguarda l’assenza totale di alberi nel nuovo progetto. La risposta dell’amministrazione, che giustifica l’esclusione con la scarsa larghezza della strada, la presenza di sottoservizi e la necessità di spazio per mercati ed eventi, non convince l’associazione. “Ci sarebbe da capire quale problema avrebbero potuto creare alcuni alberi alla fruibilità dello spazio pubblico, semmai ne avrebbero aumentato la godibilità”, attaccano da Piombino Domani, aggiungendo che “non si può subordinare la riqualificazione del corso principale a un mercato mensile; il corso deve vivere di vita propria, deve essere frequentato quotidianamente dai cittadini”.

Le alberature, sottolinea la nota, non sono un semplice complemento estetico ma una “misura climatica sempre più indispensabile nei centri urbani caldi e pavimentati”.

Altro tema caldo è quello del drenaggio delle acque piovane. Di fronte alla richiesta di adottare sistemi innovativi per gestire le piogge intense, l’amministrazione avrebbe risposto definendo il porfido come “intrinsecamente drenante”. Una definizione che Piombino Domani contesta fermamente: “Senza spirito polemico ma per amore della realtà, il porfido è una roccia compatta, a bassissima porosità: non è drenante di per sé, l’eventuale drenaggio dipende da come viene posato e soprattutto da cosa c’è sotto”.

Sebbene la risposta ufficiale citi la realizzazione di trincee drenanti e l’uso del relining per le fognature, l’associazione resta scettica. “Senza dati, simulazioni e scenari di pioggia intensa, la ‘mitigazione del cambiamento climatico’ resta una mera dichiarazione d’intenti”.

Il comunicato si conclude con un appello a ripensare l’identità futura di Piombino, andando oltre la semplice manutenzione stradale. La critica finale è rivolta a una progettazione che sembra guardare al passato piuttosto che alle moderne capitali europee: “Una città moderna non si misura dalla quantità di pietre posate, ma dalla qualità degli spazi vissuti e dalla cura con cui si progettano le sue ombre, il suo verde, la sua capacità di adattarsi al clima che cambia”.

© Riproduzione riservata

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