Sul sesso gli italiani oggi si sentono più liberi che in passato. Ne parlano con meno imbarazzo, mostrano maggiore familiarità con il tema del piacere, sembrano più disinvolti. Ma quando il discorso si sposta sulla salute sessuale, quella sicurezza si incrina. E riemergono vecchi miti, convinzioni senza basi scientifiche e molti dubbi su aspetti tutt’altro che secondari.
È quanto emerge dal rapporto Censis “Il piacere degli italiani. Come cambiano i costumi sessuali”: il sesso è meno tabù, ma il corpo continua a essere conosciuto male. Fertilità, contraccezione, menopausa, infezioni sessualmente trasmissibili, vaccini: proprio sui temi più concreti resistono errori diffusi e una larga area di incertezza.
Più ancora delle singole false credenze, colpisce la somma tra risposte sbagliate e “non so”. Segno che, quando si entra nel campo della salute sessuale, la disinvoltura lascia spazio a informazioni frammentarie, sentito dire e mezze verità.
Il mito dei “giorni sicuri” durante le mestruazioni
La convinzione più diffusa riguarda le mestruazioni. Secondo il Censis, il 20,2% degli intervistati pensa che durante il flusso sia impossibile rimanere incinta. Un’idea ancora molto radicata, ma smentita dalla fisiologia. Come spiega il ginecologo Marco Grassi, una gravidanza durante le mestruazioni non è affatto esclusa. Gli spermatozoi possono sopravvivere nel tratto riproduttivo femminile fino a cinque giorni dopo il rapporto e, se l’ovulazione arriva poco dopo la fine del flusso, il concepimento resta possibile. Il rischio aumenta soprattutto in caso di cicli brevi o irregolari.
“Una delle cause principali di errore nella valutazione dei cosiddetti giorni sicuri è assumere che tutti i cicli mestruali siano regolari e prevedibili”, osserva Grassi. Ed è proprio l’idea di un ciclo perfettamente calcolabile a tenere in vita uno dei luoghi comuni più duri da smontare.
La pillola non causa infertilità permanente e non protegge dalle infezioni sessualmente trasmissibili
Un altro mito resistente riguarda la pillola anticoncezionale. Il 10,9% degli intervistati pensa che possa provocare infertilità permanente, mentre il 32,1% non sa dire se sia vero o falso. Sul piano clinico, però, questo legame non trova conferma. Dopo la sospensione della pillola può esserci un periodo di riassestamento prima che l’ovulazione riprenda con regolarità, ma non significa che la fertilità sia stata compromessa. Una volta interrotta l’azione degli ormoni, la capacità riproduttiva tende a tornare ai livelli attesi per l’età della donna. L’associazione tra pillola e infertilità permanente, aggiunge il ginecologo, “deriva spesso da confusione con condizioni preesistenti alla contraccezione”.
Sempre intorno alla pillola ruota un altro fraintendimento. Secondo il rapporto, il 5,8% degli italiani crede che protegga anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili, mentre quasi uno su dieci non sa rispondere. Qui la distinzione è semplice: la pillola serve a prevenire una gravidanza, non protegge dalle IST. Per ridurre il rischio di trasmissione di HIV, clamidia, gonorrea e altre infezioni servono metodi di barriera come il preservativo.
“Confondere la contraccezione ormonale con la prevenzione delle IST può portare a un rischio concreto di infezioni”, avverte Grassi.
La luna piena non influenza la fertilità
Tra i dati più curiosi del rapporto Censis c’è quello sulla presunta influenza della luna piena sulla fertilità femminile. A considerarla plausibile è il 9% del campione, mentre il 31,3% non sa esprimersi.
Anche in questo caso il medico riporta il discorso su basi molto concrete. Il ciclo mestruale, spiega, dipende da un sistema endocrino interno e non da fattori astronomici. In altre parole, l’ovulazione non segue il calendario lunare.
La regolazione del ciclo, ricorda Grassi, dipende dall’“asse ipotalamo-ipofisi-ovaio”, cioè da un meccanismo ormonale interno.
Menopausa non significa fine del piacere
Anche la menopausa continua a essere accompagnata da automatismi sbagliati. Il 5% degli intervistati pensa che una donna in menopausa non possa più provare orgasmo, mentre quasi uno su cinque non sa rispondere.
La menopausa può comportare cambiamenti fisiologici concreti, come secchezza vaginale, riduzione del desiderio e modifiche nella risposta sessuale. Ma non coincide con la fine del piacere. “Trattamenti medici e supporti come lubrificanti vaginali o terapie specifiche” possono aiutare, spiega Grassi, a gestire questi cambiamenti e a mantenere una vita sessuale soddisfacente.
Vaccini e impotenza, un’altra falsa credenza
Il rapporto registra infine una falsa credenza relativa ai vaccini e alla funzione sessuale maschile. Il 6,4% degli italiani pensa che possano causare impotenza, mentre il 25,4% non sa escluderlo.
Anche in questo caso, la letteratura scientifica non indica un collegamento affidabile tra vaccinazione e alterazioni della funzione sessuale maschile. Eventuali disturbi dell’erezione o del desiderio dipendono da altri fattori: ormonali, neurologici, vascolari, psicologici, da patologie croniche o dall’uso di alcuni farmaci. “Eventuali problemi di erezione o desiderio sessuale hanno altre cause riconosciute, come stress, malattie croniche, farmaci o fattori psicologici”, osserva Grassi.
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