CECINA – I militari del comando provinciale di Livorno hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari reali emessa dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Livorno nei confronti di tre persone indagate per sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, procedendo al sequestro di tre unità immobiliari e due veicoli per un valore totale di 500mila euro.
L’attività, scaturita da accertamenti finalizzati alla prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio, ha consentito alle Fiamme Gialle della compagnia di Cecina di disvelare un sofisticato sistema fraudolento con il quale due imprenditori, al fine di tutelarsi dall’aggressione dell’erario in relazione alle cartelle esattoriali ricevute per l’omesso pagamento di imposte dirette e indirette, per gli anni dal 2011 al 2020, di importo pari a oltre 300mila euro, avrebbero utilizzato una società schermo con l’unico scopo di acquistare tre immobili e due auto di lusso.
In particolare, tali immobili erano già di proprietà di due degli indagati ma messi all’asta nell’ambito di una procedura di esecuzione immobiliare promossa da diversi creditori.
Al fine di tornare in possesso degli stessi, gli indagati avrebbero costituito un nuovo soggetto giuridico, legalmente amministrato da una testa di legn”o che ha acquistato all’asta i medesimi beni e successivamente due auto di lusso.
Le indagini eseguite dai finanzieri, anche attraverso l’analisi dei flussi finanziari, hanno consentito di appurare che la provvista di denaro per la costituzione di tale società proverrebbe dai conti correnti dei due imprenditori.
L’operazione della Guardia di Finanza di Livorno ha avuto dunque il fine di colpire il comportamento di chi agisce nel mercato in modo sleale, a beneficio degli operatori economici onesti e rispettosi delle regole: infatti, il sistematico ricorso a imprese ‘di comodo’ consente di applicare prezzi altamente competitivi, in danno delle imprese che operano rispettando la legge, costrette a sostenere costi maggiori.
La responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata con la sentenza irrevocabile di condanna. Il procedimento penale verte ancora nella fase delle indagini preliminari e, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie, in attesa di giudizio definitivo, è doveroso sottolineare che vale la presunzione di non colpevolezza degli indagati.



