CAMPIGLIA MARITTIMA- “La Commissione Alluvioni: non serve agli alluvionati, ma a coprire le mancanze del Comune”. A parlare è Alessio Albertoni di Cambiamo Futuro
E se chi le segnala diventa “il cattivo”, allora sì: il cattivo sono io.
La Sindaca Ticciati sceglie Il Tirreno per sfogarsi. Il Tirreno ascolta ed edulcora.
Peccato che la realtà sia un’altra, ed abbia un nome ed un cognome: Alessio Albertoni, consigliere comunale di opposizione, quello che ha avuto l’ardire di rispondere punto su punto alle inesattezze emerse in Commissione ed elencare, dati alla mano, le gravi mancanze del Comune.
Sono io “il cattivo” mai nominato, quello che ha osato replicare al monologo di oltre un’ora della Sindaca, interamente dedicato non ai problemi dei cittadini ma al suo risentimento personale per una email del Comitato Alluvionati.
Una email colpevole di due peccati capitali: essere stata inviata a più indirizzi istituzionali e aver evidenziato le responsabilità dei vari enti,
Comune in primis, in quella che è stata una fallimentare prova generale di una possibile alluvione.
Va chiarito un punto fondamentale: il 1 dicembre non c’era un’allerta meteo, ma “solo” un avviso di criticità. Ed è proprio per questo che le tante, troppe mancanze emerse sono ancora più gravi. Il problema, per la Sindaca, non è tanto che siano state segnalate. Il problema è chi le ha segnalate ed il tono.
A Campiglia Marittima una segnalazione dei cittadini non è un contributo utile, ma un affronto personale. La Sindaca dice di volere critiche, salvo poi offendersi ad ogni osservazione, reagire in modo stizzito ad ogni consiglio ed irritarsi quando le sue affermazioni vengono smentite con prove concrete. È in quel momento che chi insiste nel raccontare i fatti diventa “cattivo”.
Questa Commissione, va detto chiaramente, si poteva risolvere con una email, che, per inciso, c’era già e alla quale si poteva semplicemente rispondere con un “Grazie per la segnalazione, provvederemo!”.
La Sindaca rivendica 100.000 euro di lavori sostenendo che “tutto è andato
per il meglio”. Peccato che si tratti di manutenzione ordinaria, non di interventi straordinari.
Dunque la domanda resta: sono stati davvero bravi o gli è andata semplicemente bene ancora una volta?
La Sindaca si stressa per queste commissioni dove gli rivolgono domande scomode ma si rende conto che se a Cafaggio l’uomo rimasto in balia dell’acqua non fosse riuscito a salvarsi ora non parlerebbe con l’opposizione nella sala consiliare ma con un magistrato in procura?
Il “cattivo” dell’opposizione ha poi osato far notare un fatto oggettivo: sul sito istituzionale del Comune di Campiglia Marittima non c’era alcuna comunicazione ufficiale.
Né sull’avviso di criticità, né sulla chiusura della strada, diversamente da quanto fatto dal Comune di Suvereto. Dopo vari tentativi di smentita, la verità è emersa: non c’era nulla.
L’unica comunicazione era demandata ad un post sul profilo personale della Sindaca, che non è, né può essere, un canale ufficiale di informazione alla cittadinanza.
Altra colpa imperdonabile: segnalare che i costosissimi pannelli di allerta non funzionano.
Anche questo, per la Sindaca, non è un problema da risolvere ma un attacco personale da respingere.
Ed infine il fatto più grave, quello che ha davvero fatto saltare il banco.
Il numero di reperibilità h24 non ha risposto per ore, nel momento di massima preoccupazione, a cittadini che chiedevano informazioni e volevano fare segnalazioni.
Un problema reale, verificato da me ed da numerosi cittadini che mi hanno chiesto aiuto.
In Commissione prima si dice che rispondeva l’Arch. Giorgetti, presente. Poi diventa “un reperibile”.
Alla legittima richiesta di sapere chi fosse, non per mettere nessuno alla gogna ma per capire la verità, la risposta è stata l’accusa di voler processare un “povero operaio”.
Chiarendo che, a quel punto, non fosse più l’Arch. Giorgetti il reperibile.
Questi sono i fatti, non le versioni, fortunatamente non era un’allerta meteo ma un avviso di criticità e le mancanze sono state tante e sono state segnalate, anche grazie al preziosissimo lavoro del Comitato Alluvionati, che ha prodotto un report dettagliato, minuzioso ed utile.
Lo stesso tipo di lavoro che il Comune chiama “studio” quando lo affida a consulenze esterne pagate decine di migliaia di euro.
Ora resta da capire se questa Commissione servirà finalmente a qualcosa o se continuerà ad essere solo una vetrina.
Io, per parte mia, ho avanzato richieste concrete e misurabili, non slogan:
• migliorare la comunicazione istituzionale;
• fornire informazioni tempestive, chiare ed utili anche attraverso i canali
social ufficiali;
• informare i cittadini anche in caso di semplice criticità, non solo a
disastro avvenuto;
• ripristinare il funzionamento dei pannelli di avviso rotti;
• garantire una reale reperibilità h24, che risponda davvero quando serve;
• rispondere alle segnalazioni del Comitato Alluvionati.
Se queste richieste avranno seguito, allora potremo parlare di una Commissione utile.
Se invece resteranno lettera morta, i miei dubbi sull’utilità di questo organismo non solo resteranno, ma saranno pienamente giustificati.
Se raccontare tutto questo significa essere “cattivi”, allora sì: il cattivo sono io. E continuerò ad esserlo, ogni volta che la trasparenza darà fastidio ed i fatti rovineranno la narrazione.



