Livorno, via ai controlli antiabusivismo nel settore delle guide turistiche

Verifiche puntuali per tutelare i professionisti regolarmente iscritti all'albo soggetti a un esame e alla formazione continua obbligatoria

LIVORNO – Livorno, via ai controlli antiabusivismo nel settore delle guide turistiche.

Il Comune di Livorno e la polizia locale mettono nel mirino il fenomeno dell’abusivismo nella professione di guida turistica, con l’avvio di una serie di controlli mirati e rigorosi nei luoghi chiave della città. L’iniziativa è stata presentata a palazzo comunale dall’assessore al turismo Rocco Garufo, insieme al commissario della polizia locale Marco Vaccai, responsabile delle sezioni specializzate, e ai rappresentanti dell’Associazione guide turistiche e dell’Associazione guide storiche di Livorno, Fabrizio Ottone e Francesca Sorrentino.

Il costante aumento del flusso di visitatori in città ha portato con sé un netto incremento delle presenze di operatori non autorizzati e sprovvisti dei titoli richiesti dalla legge. Per tutelare i professionisti regolarmente iscritti all’albo dopo aver superato l’esame e soggetti a formazione continua obbligatoria, l’amministrazione comunale ha deciso di attivare verifiche puntuali tramite gli agenti della polizia locale. Le guide abilitate hanno sottolineato come la concorrenza sleale incida negativamente sul loro carico di lavoro e sulla qualità dell’offerta fornita ai visitatori, ricordando l’importanza di uno studio costante per valorizzare al meglio il patrimonio locale.

La stretta operativa risponde al quadro normativo nazionale che attribuisce ai Comuni la competenza per i controlli, l’accertamento delle infrazioni e l’incameramento dei proventi delle sanzioni. Durante lo svolgimento dell’attività, la guida turistica ha l’obbligo di esporre e mostrare su richiesta il tesserino personale con rR code collegato all’Elenco nazionale del ministero del turismo. Per chi effettua la prestazione in modo temporaneo e occasionale, è richiesta la registrazione sulla piattaforma delle professioni turistiche, che rilascia un nulla osta valido per 12 mesi con un limite di utilizzo fissato in 60 giorni all’anno totali e massimo 20 consecutivi.

La legge prevede sanzioni amministrative pecuniarie particolarmente severe per contrastare il fenomeno.L’esercizio abusivo della professione e l’uso indebito di tesserini o distintivi falsi comportano una multa che va da 3mila a 12mila euro. Sanzioni ancora più gravose, tra i 5mila e i 15mila euro, sono previste per le agenzie di viaggio, i tour operator e gli intermediari che si avvalgono di soggetti non iscritti all’albo ministeriale, oltre che per i responsabili dei luoghi della cultura che ostacolano l’accesso e l’attività delle guide autorizzate. Infine, la mancata esposizione o esibizione del tesserino da parte di una guida regolarmente abilitata è punita con una sanzione da 500 a 1500 euro.

Gli agenti di polizia locale effettueranno i riscontri sul campo tramite strumenti di scansione digitale del tesserino per verificare l’effettiva iscrizione dei soggetti controllati nell’elenco nazionale.

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