LIVORNO – Il Comitato Orti Urbani di via Goito conferma la propria opposizione allo sgombero dell’area verde e torna ad accusare l’amministrazione comunale per le scelte urbanistiche che ne consentirebbero l’edificazione. La posizione è stata ribadita all’unanimità durante l’assemblea di domenica 25 ottobre e resa pubblica oggi, lunedì 26 ottobre, mentre resta incerto il futuro dei sei ettari di bosco e vegetazione spontanea che gli attivisti chiamano Oasi Climatica.
Lo sgombero era stato previsto per il 3 novembre, ma il prefetto Giancarlo Dionisi ha chiesto al Tribunale un rinvio per consentire un ulteriore tentativo di mediazione. Al momento non è noto se la richiesta sia stata accolta e, di conseguenza, se l’intervento possa effettivamente svolgersi nella data inizialmente indicata.
La vicenda riguarda un terreno acquistato all’asta giudiziaria dalla società Frangerini, la cui liberazione è collegata alla procedura per la consegna al nuovo proprietario. Il comitato, tuttavia, concentra le proprie contestazioni sulle scelte urbanistiche del Comune, sostenendo che sarebbe possibile evitare nuove costruzioni sull’area verde.
“Sia chiaro che le responsabilità amministrative e politiche delle scelte di edificazione su suolo vergine ricadono integralmente sull’Amministrazione Comunale. E di conseguenza anche tutto l’iter successivo e il futuro sgombero che sarà effettuato”.
La richiesta degli attivisti è trasferire la possibilità di costruire su terreni già cementificati, salvaguardando integralmente l’oasi. Secondo il comitato, questa soluzione rientrerebbe nelle competenze della Giunta, mentre l’amministrazione avrebbe prospettato una riduzione della superficie fondiaria che lascerebbe invariata l’area edificabile riconosciuta al costruttore.
“A differenza di quanto si sostiene, lo spostamento degli indici di edificazione su terreno già cementificato rientra infatti nelle facoltà della Giunta pro-tempore”, affermano gli attivisti, aggiungendo che il Comune “non ha mai invece prodotto ufficialmente le motivazioni scritte del rifiuto della salvaguardia integrale dell’area verde con spostamento degli indici di edificazione”.
Per il comitato, dunque, la mancata tutela dell’intera area dipenderebbe da una scelta dell’amministrazione e non da un’impossibilità legata alla posizione del proprietario. “Se non si vorrà procedere in quella direzione sarà per una decisione del Comune di Livorno, non certo del costruttore”, ribadiscono.
La possibilità di uno sgombero resta intanto al centro delle preoccupazioni degli attivisti, che annunciano di voler continuare a presidiare e difendere pacificamente l’area.
“Di fronte all’ipotesi di un imminente sgombero, ventilata a partire dal 3 novembre, noi ci faremo trovare pronti. Difenderemo pacificamente ma senza esitazioni l’Oasi Climatica, opponendoci ad ogni atto finalizzato al consumo di suolo”.
Il terzo punto del comunicato riguarda la salvaguardia integrale dei sei ettari, che il comitato considera un patrimonio ambientale da preservare senza prevedere alcuna porzione edificabile.
“Vogliamo ribadire la necessità della tutela integrale dei sei ettari di bosco e vegetazione spontanea. Nessuna area edificata, quale che ne sia l’estensione, è compatibile da un lato con la normativa europea vigente e dall’altro con la funzione ecosistemica di un ambiente fragile e prezioso per tutta la città ”.
Secondo gli attivisti, consentire oggi anche un intervento edilizio limitato rischierebbe inoltre di aprire la strada a future costruzioni, compromettendo progressivamente l’area verde.
Resta quindi aperta la questione del futuro di via Goito, sia sul piano della procedura di liberazione del terreno sia su quello delle scelte urbanistiche. In attesa di conoscere l’esito della richiesta di rinvio avanzata dal prefetto, il comitato conferma la propria mobilitazione e chiede al Comune di riconsiderare la possibilità di preservare integralmente l’oasi.


