LIVORNO – Oltre 300 acqueforti e litografie, insieme a disegni e dipinti realizzati tra il 1957 e il 2000. Un ampio nucleo di opere di Gianfranco Ferroni entra nelle collezioni dei Musei civici di Livorno grazie alla donazione dei coniugi Sergio e Giovanna Cereda.
La donazione, formalizzata il 24 settembre, comprende quasi l’intero corpus grafico dell’artista nato a Livorno nel 1927 e morto a Bergamo nel 2001. I due collezionisti, legati a Ferroni da una lunga amicizia, hanno inoltre donato al Comune opere di Floriano Bodini e Giuseppe Guerreschi, che andranno ad ampliare ulteriormente il patrimonio artistico pubblico cittadino.
“Alla positiva conclusione della donazione – spiega Sergio Cereda – ha contribuito in maniera determinante la dottoressa Nadia Marchioni, con l’entusiastica approvazione dell’assessora alla Cultura del Comune di Livorno Angela Rafanelli”.
L’arrivo delle opere permette ai Musei civici di colmare una presenza finora limitata nelle proprie collezioni e di costruire un nucleo dedicato a uno degli artisti livornesi più importanti del secondo Novecento, a pochi mesi dal centenario della nascita, che cadrà nel 2027.
“Gianfranco Ferroni è stato uno dei maggiori artisti italiani della seconda metà del Novecento”, sottolinea Vincenzo Farinella, direttore scientifico dei Musei civici livornesi. Ferroni, prosegue, partecipò da protagonista all’esperienza della Metacosa, inserendosi nel ritorno alla pittura e alla figurazione che interessò parte dell’arte italiana dalla fine degli anni Settanta.
Un peso particolare all’interno della donazione è rappresentato proprio dalla produzione grafica. Secondo Farinella, le incisioni di Ferroni sono state considerate dalla critica di una qualità tecnica e formale tale da essere accostate a quelle di Giorgio Morandi.
“È quindi con grande gioia che, in attesa del centenario del 2027, saluto l’arrivo nelle collezioni pubbliche di questa importante e generosa donazione – aggiunge Farinella – che consentirà ai cittadini livornesi di apprezzare un grande artista nato a Livorno, che, pur avendo vissuto lontano dalla sua città natale, ha sempre voluto mantenere vive le proprie radici labroniche”.
Nato a Livorno ma formatosi artisticamente nella Milano del dopoguerra, Ferroni si avvicinò inizialmente al Realismo Esistenziale. Negli anni Cinquanta la sua ricerca si concentrò sui temi sociali, sulla dimensione autobiografica e sul disagio dell’uomo contemporaneo, per spostarsi successivamente verso una pittura più intima e meditativa, con una particolare attenzione al rapporto tra luce e spazio.
Nel 1979 partecipò alla nascita della Metacosa, esperienza che riunì artisti con percorsi differenti attorno a una nuova ricerca figurativa. Nel corso della sua carriera Ferroni partecipò più volte alla Biennale di Venezia, dove nel 1982 ebbe una sala personale, e alla Quadriennale di Roma. Nel 1993 ricevette il Premio Presidente della Repubblica dall’Accademia Nazionale di San Luca.
Le opere di Gianfranco Ferroni donate dai Cereda permettono ora alla città natale dell’artista di conservare un nucleo particolarmente ampio della sua produzione, proprio alla vigilia del centenario del 2027.


