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Renzi alla Leopolda: “Schlein ha ragione, uno non vale uno. A Conte rispondo che non ho bisogno di dare garanzie”

Matteo Renzi di scena alla Leopolda a Firenze, kermesse ideata dal senatore toscano leader di Italia Viva ex premier.

Una Leopolda inaugurata da Renzi con Vincenzo De Luca, Pd, sindaco di Salerno, in cui sono molti i protagonisti sul palco fino a domenica 4 ottobre. Da Eugenio Giani, Pd, presidente Regione Toscana con cui Casa Riformista governa in Regione Toscana, a Casini a Fedez all’europarlamentare Bonaccini, Pd, che domenica 4 ottobre è l’ultimo ospite a salire sul palco prima dell’intervento di chiusura con Renzi.

 

Renzi alla Leopolda: "Schlein ha ragione, uno non vale uno. A Conte rispondo che non ho bisogno di dare garanzie"
(Foto Fb Matteo Renzi)

Con Matteo Renzi che sabato 3 ottobre dal palco di Firenze lancia Mario Calabresi sindaco di Milano: “Vedrei benissimo come sindaco di Milano Mario Calabresi”. 

Qui il programma dell’edizione numero 14 ‘Riprenderci Itaca’.

E dalla Leopolda Matteo Renzi risponde a quanto sta accadendo rispetto al campo largo di cui l’ex premier, è stato chiaro, non fa parte. Un suo apporto di coalizione sta nel centrosinistra. 

I fatti.

Elly Schlein, leader Pd, in direzione Pd venerdì 2 ottobre: “Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno, se siamo saldamento il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee alle regionali e alle comunali”.

La replica di Giuseppe Conte, leader M5S: “Per me uno vale uno significa che contano i cittadini. Io credo a questo punto che la strada sia ben chiara, non ci sono alternative, sarà la strada delle primarie”.

Poi Conte rispetto a Renzi: “Schlein si sta assumendo una grande responsabilità politica volendo Renzi sin dall’inizio. Se pensa che sia un valore aggiunto sarà diretta garante di questo contributo”.

Matteo Renzi replica da Firenze. Sottolineando che a un tavolo di coalizione andrà Maria Elena Boschi: “Credo che Schlein abbia detto una cosa naturale e di buon senso, ha detto che il Partito Democratico ha un peso maggiore rispetto agli altri e penso che questo sia giusto. Mi piacerebbe che non fossero parole giuste perché vorrebbe dire che allora Italia Viva con il 3% può decidere tutto, invece è giusto che Italia Viva conti per il 3%, il Movimento 5 Stelle per il 10%, il Pd ha preso più voti degli altri. Queste parole di Schlein sono parole che sono accompagnate comunque da un gesto di generosità perché lei dice che ha più voti di tutti ma sono disponibili a fare le primarie e quant’altro. Quindi francamente devo dire che le parole di Schlein sono condivisibili dalla A alla Z e lo dice uno che avrebbe tutto l’interesse a fare i conti con l’uno vale uno perché siamo i più piccoli della coalizione”.

Poi l’attacco: “Clint Eastwood diceva: ‘Se vuoi una garanzia, comprati un tostapane‘. La politica non si fa sui rapporti personali, si fa sulla base delle idee.

Allora io dico a Conte e a tutti gli altri: se volete stare su discussioni di merito, noi ci siamo. Magari con un contratto alla tedesca.

Continuare a litigare nel centrosinistra significa regalare il Paese alla Meloni e regalare il Quirinale alla Meloni. Io non sarò complice del fatto che al Quirinale ci vada Giorgia Meloni. Io ho portato Sergio Mattarella al Quirinale. Quindi non ho bisogno di dare garanzie: ho bisogno di portare i voti in una scommessa che abbia chiari i paletti per tutti”.

Poi Renzi: “Dopo quattro anni di governo Meloni, le famiglie sono più povere, la gente se ne va, ci sono meno soldi in tasca, le bollette e i mutui costano di più. Se il centrosinistra si mette a litigare e perde le elezioni è da rinchiudere. Allora noi siamo quelli che dicono: preoccupiamoci dei problemi delle famiglie e le scaramucce tra leader le lasciamo da parte. Io sto in un centrosinistra che sia l’alternativa al centrodestra. Per questo in questo momento penso che, prima di ragionare di chi guiderà, chi decideranno le primarie, sia importante ragionare di idee. Io voglio un centrosinistra riformista, garantista, poi è chiaro che guida chi ha più voti”.

CINZIA GORLA

© Riproduzione riservata

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