CECINA – Il parco di Villa Guerrazzi in località La Cinquantina a Cecina si prepara ad accogliere la quarta edizione del Festival Terra Lenta, in programma venerdì (18 settembre) e sabato.
Organizzato dalla sezione Gran Pino Aps del Gruppo Italiano Amici della Natura in collaborazione con il Comune di Cecina e la federazione Gian Aps – Gruppo Giovani, l’evento propone quest’anno un’indagine esperienziale centrata sul tema del rumore inteso come campo di confronto politico, ecologico e relazionale.
Il ricco palinsesto si articola in diverse aree tematiche. Tra i momenti centrali figurano gli Aperitalk, tavole rotonde che vedranno la partecipazione di attivisti, autori e giornalisti come Sara Segantin, Giulio Bartolini (Scomodo), Giulia Bartolini (Libera) e rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni. Ampio spazio sarà dedicato ai workshop interattivi e interdisciplinari gratuiti — dalla ceramica alla danza burkinabé, fino allo skate e alle attività eco-sociali promosse da realtà come Oxfam Italia e Iynf —, con un coinvolgimento attivo di oltre 200 studenti delle scuole del territorio sui temi della giustizia ecologica e della partecipazione civica.
Le serate saranno animate dalle performance musicali di artisti e collettivi, tra cui il coro Lgbtqi+ Choreos di Firenze, Le Blond, Aisling e Dj Sofficino. All’interno della tenuta verrà inoltre allestito uno Swap party dedicato al baratto sostenibile di abiti e accessori, il cui ricavato non scambiato sarà devoluto in beneficenza per progetti di cooperazione in Burkina Faso.
“Terra Lenta sta diventando un festival del territorio che sensibilizza rispetto ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, temi che riguardano sempre di più la quotidianità di tutti. È bello il coinvolgimento di tanti giovani che partecipano, ma anche di tanti giovani che questo festival lo pensano e lo realizzano”, dichiara l’assessore all’ambiente del Comune di Cecina, Alessandro Bechini.
Sull’importanza sociale dell’iniziativa interviene anche l’assessore alla cultura, Michele Bianchi: “C’è la necessità di parlare di noi, di come ci sta cambiando il mondo intorno. E i volontari che organizzano il festival rappresentano una generazione che dimostra di aver voglia di vedersi, confrontarsi, parlarsi, anche smentendo stereotipi e luoghi comuni”.


