CECINA – Indagini a tutto campo da parte della polizia per risalire agli autori dell’attentato dinamitardo che due notti fa ha completamente distrutto l’unico autovelox presente nel comune di Cecina, lungo via Ginori. Gli specialisti della scientifica stanno eseguendo approfonditi rilievi tecnici sul luogo dell’esplosione per stabilire l’esatta tipologia della carica utilizzata per fare saltare in aria la colonnina.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, la deflagrazione si è verificata intorno alle 1,50 di notte. I malviventi avrebbero agito con determinazione: dopo aver forzato lo sportello metallico della postazione, hanno inserito l’innesco al suo interno e acceso la miccia per poi darsi alla fuga. L’esplosione è stata avvertita chiaramente nei dintorni, trattandosi di un’arteria ad alto scorrimento che collega il centro cittadino alla zona mare, caratterizzata dalla presenza di numerose abitazioni i cui residenti avevano sollecitato l’installazione dell’apparecchio per calmierare la velocità dei veicoli.
L’infrastruttura, costata al Comune di Cecina circa 100mila euro, era rimasta inattiva per quasi due anni a causa del censimento nazionale disposto dal ministero dei trasporti su tutte le apparecchiature di rilevamento sul territorio italiano. La colonnina era stata ripristinata e riattivata soltanto lo scorso 7 agosto. Gli inquirenti tendono al momento a escludere la pista della ritorsione personale da parte di automobilisti sanzionati, dal momento che a oggi non risultava ancora notificata alcuna contravvenzione ai trasgressori sorpresi dall’impianto.
Sulla vicenda è intervenuta duramente la sindaca di Cecina, Lia Burgalassi, esprimendo sdegno per l’accaduto e lanciando un appello alla cittadinanza affinché chiunque abbia notato elementi utili si rivolga alle forze dell’ordine o all’amministrazione per individuare i responsabili di un gesto definito grave e inquietante ai danni della sicurezza stradale e della legalità.


