PORTOFERRAIO – Isole minori, l’Ancim rilancia la richiesta di interventi strutturali per affrontare gli svantaggi legati all’insularità. Alla vigilia della Festa nazionale delle Isole minori, organizzata dal Pd all’Elba, la segretaria nazionale dell’associazione Giannina Usai e il sindaco di Portoferraio Tiziano Nocentini, coordinatore regionale per la Toscana e vicepresidente di Ancim, hanno richiamato il lavoro portato avanti dai 35 Comuni associati.
“Accogliamo con piacere questa iniziativa – sottolineano Usai e Nocentini – ma il futuro dei territori insulari non si costruisce con le kermesse estive, bensì con l’azione quotidiana e i progetti portati avanti dalle amministrazioni”.
Al centro del documento c’è la Carta dell’Elba, approvata a Portoferraio il 9 marzo 2024. Il testo individua alcune priorità per affrontare gli svantaggi strutturali delle comunità insulari, dalla richiesta di un Patto per le Isole e di un’Agenda europea dedicata fino alla creazione di un fondo specifico.
La Carta chiede inoltre che le condizioni geografiche, demografiche ed economiche delle piccole isole siano considerate stabilmente nelle politiche europee. Tra le proposte figurano il rafforzamento degli organici dei Comuni, una maggiore flessibilità normativa e strumenti finanziari capaci di sostenere progetti di sviluppo costruiti sulle esigenze dei singoli territori.
Un capitolo centrale riguarda la Zes unica delle isole minori. Ancim contesta l’esclusione di diverse realtà del Centro-Nord, comprese le isole minori della Toscana, della Liguria e del Lazio, dai benefici previsti per altre aree insulari.
L’associazione considera la misura uno strumento di compensazione degli svantaggi legati all’insularità e sta promuovendo, nei 35 Comuni associati, una mozione condivisa per chiedere al Governo un quadro unitario e una quota specifica di risorse.
Il percorso è proseguito con la Carta di Procida, approvata nel luglio 2024 e dedicata alla Blue Economy, alla transizione energetica, alla digitalizzazione e a un modello turistico meno dipendente dalla stagionalità. La Carta di Favignana, approvata nell’ottobre dello stesso anno, ha invece posto al centro il diritto alla salute e la difficoltà di garantire servizi sanitari adeguati nelle piccole comunità.
Tra le proposte rilanciate da Usai ci sono una maggiore considerazione dell’insularità nei criteri di finanziamento della sanità, incentivi specifici per il personale sanitario e scolastico, alloggi per gli operatori fuori sede e risorse aggiuntive per la continuità territoriale.
Nocentini ha ricordato anche gli incontri con i rappresentanti del Governo e gli Stati generali delle Piccole Isole, organizzati a Lipari nell’ottobre 2025, dove erano stati affrontati temi come rifiuti, trasporti, sanità e fiscalità.
“Alla ripresa delle attività legislative – aggiunge Usai – ci sono appuntamenti che possono essere colti per dare soluzioni ai problemi ancora insoluti”. Tra le priorità indicate c’è anche una governance unitaria tra Stato, Regioni e Comuni insulari, con un organismo paritetico incaricato di coordinare le risorse destinate ai territori.
“Non basta affermare che le isole necessitano di norme dedicate – conclude Usai – ma serve soprattutto adottarle ed attuarle”. L’obiettivo dell’Ancim è quindi portare le esigenze delle isole minori stabilmente nell’agenda politica nazionale, trasformando le proposte contenute nelle diverse Carte in interventi concreti.


