LIVORNO – È già arrivata a oltre 200 adesioni, raccolte nei primi tre giorni, la sottoscrizione promossa tra docenti, maestre, maestri ed educatori di Livorno per difendere gli Orti Urbani di via Goito. Una mobilitazione che guarda soprattutto al valore educativo, ambientale e sociale dell’area e che invita il mondo della scuola e tutta la cittadinanza a partecipare alla manifestazione convocata dal Comitato Orti Urbani per il 5 settembre alle 16, con partenza da via Goito.
Nella lettera, firmata dai cittadini, viene ripercorsa la storia di un’area che, secondo i sottoscrittori, è stata sottratta all’abbandono grazie a un lungo percorso di cura e partecipazione. Una porzione di territorio che in passato era stata ridotta a “discarica a cielo aperto” e che negli anni è stata ripulita e riqualificata attraverso la cura del verde, la conservazione dei canneti e potature mirate delle alberature, anche per creare zone d’ombra dove “ripararsi dal sole o fare picnic”.
Il recupero ha riguardato anche la fruibilità dell’area: sono stati aperti sentieri di collegamento con l’abitato, liberati spazi dai rovi per il gioco e lo sport e creati luoghi per pranzi e cene condivise. Al centro dell’esperienza ci sono anche gli “orti condivisi dove apprendere pratiche agricole e conoscenze ecologiche in forme orizzontali”.
Nel corso degli anni gli Orti hanno ospitato iniziative didattiche e culturali, concerti, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche gratuite e aperte alla cittadinanza. Un’attività organizzata, sottolineano i firmatari, attraverso “processi assembleari a cui partecipano almeno tre generazioni diverse”, con il confronto e la condivisione delle decisioni.
Particolare attenzione viene dedicata nella lettera alla funzione educativa degli Orti. Per bambine e bambini, si legge, quello spazio ha rappresentato “uno spazio concreto di apprendimento, esperienza e scoperta”, attraverso gli orti didattici, la cura delle piante e il contatto diretto con un ambiente naturale “non interamente addomesticato”.
Tra le esperienze ricordate ci sono anche le attività organizzate per la Festa mondiale dell’Albero: per quattro anni consecutivi i partecipanti hanno piantato alberini, trasformando il momento educativo in un “gesto concreto di cura e responsabilità verso il territorio che le ruspe finirebbero per cancellare”.
Numerose le altre attività realizzate nel corso del tempo: laboratori di aquiloni e laboratori artistici durante i M.A.R.C., iniziative per imparare a riconoscere le piante spontanee commestibili, laboratori di marionette con spettacolo, tre anni di rassegna cinematografica dedicata all’ecologia, corsi di yoga per genitori e bambini e tre occasioni di pulizia delle spiagge. Un insieme di esperienze che, per i firmatari, ha trasformato gli Orti in una vera e propria “comunità educante“, fondata sulla sostenibilità , sul rispetto reciproco e sull’inclusione.
È proprio alla luce di questo percorso che nella lettera viene contestata l’ipotesi di trasformazione dell’area. I firmatari definiscono “profondamente diseducativa” una scelta che, nel pieno della crisi climatica, porterebbe un’area verde consolidata verso la proprietà privata e una parziale edificazione, con cantieri, asfalto per parcheggi e nuova viabilità .
Secondo i promotori della sottoscrizione, una simile trasformazione avrebbe anche un forte valore simbolico, perché trasmetterebbe alle nuove generazioni “un messaggio preciso su cosa conti davvero e cosa sia, in ultima analisi, negoziabile”.
La richiesta rivolta al sindaco Luca Salvetti e all’Amministrazione comunale è quindi quella di individuare “soluzioni alternative capaci di tutelare integralmente un’esperienza costruita in oltre un decennio di impegno civico senza ricorrere al mattone e al cemento”. I firmatari chiedono inoltre che venga riconosciuto il valore del progetto informale già esistente e che venga sostenuto il patrimonio di attività educative sviluppato negli anni.
La raccolta firme resta aperta. Intanto, il numero delle adesioni raggiunto nei primi giorni viene indicato dai promotori come un segnale della mobilitazione del mondo della scuola e della cittadinanza intorno al futuro degli Orti Urbani di via Goito.


