PIOMBINO – Il servizio di erogazione ha ritrovato la piena stabilità operativa a seguito delle criticità registrate nella prima metà del mese. A fare chiarezza sulla recente emergenza idrica in Val di Cornia è la stessa società ASA, confermando che i disagi nei principali centri costieri, come San Vincenzo e Piombino, sono completamente rientrati a partire dal pomeriggio del 14 agosto senza ulteriori segnalazioni da parte degli utenti.
Secondo la ricostruzione tecnica diffusa dall’azienda, la fase più acuta si è verificata tra il 6 e il 7 agosto, quando nel solo comune di San Vincenzo sono giunte circa 320 segnalazioni. Successivamente, tra l’11 e il 13 agosto, si è reso necessario un limitato razionamento nelle ore pomeridiane e notturne. A scatenare la crisi è stata la concomitanza di fattori climatici estremi: un inizio di agosto segnato da sette giorni consecutivi di bollino rosso e un mese di luglio storicamente tra i più caldi mai registrati. La persistente siccità ha progressivamente ridotto le disponibilità idriche in falda, provocando un aumento dei consumi pari al 10% in più rispetto ai livelli già elevati dell’anno precedente.
Oltre al clima, influenza il peso dei fattori antropici. Il picco di presenze turistiche, unito alla riduzione delle portate e al peggioramento qualitativo dei pozzi privati, ha spinto campeggi, strutture ricettive e attività commerciali a incrementare notevolmente il prelievo dalla rete dell’acquedotto pubblico. A questo quadro si sono aggiunte problematiche strutturali interne agli immobili privati, in particolare a Piombino, dove diversi condomini risultano privi di impianti autoclave o dotati di vasche di accumulo collocate a quote elevate. Per garantire l’erogazione anche a tali utenze, l’azienda ha dovuto mantenere pressioni stradali molto alte, aumentando però il rischio di dispersioni sulla rete.
“Per fronteggiare l’emergenza e garantire la continuità del servizio, l’azienda ha messo in campo diverse misure strutturali e operative”, dichiara Mirco Brilli, Direttore del Servizio Idrico Integrato e Gas di ASA. Il dirigente spiega come il lavoro dei tecnici, attivo 24 ore su 24, abbia consentito di ripristinare il flusso e di intervenire sia sulle perdite visibili sia su quelle occulte, assicurando sempre pressioni stradali superiori ai minimi contrattuali.
Il territorio soffre da anni di fragilità strutturali. Le attività industriali storiche, un’agricoltura idroesigente e il costante fabbisogno dell’Isola d’Elba – che assorbe circa quattro milioni di metri cubi d’acqua all’anno dalla terraferma – hanno depauperato la falda della Val di Cornia, favorendo l’intrusione del cuneo salino. Per invertire questa tendenza, l’azienda confida nel completamento del dissalatore dell’Isola d’Elba.
“Rappresenterà un passo decisivo per rafforzare la sicurezza e la continuità degli approvvigionamenti idrici, con benefici già a partire dalla prossima stagione”, sottolinea l’Amministratore Delegato Valter Cammelli. L’impianto produrrà 2,5 milioni di metri cubi d’acqua aggiuntivi, riducendo sensibilmente il prelievo dal continente soprattutto nei mesi invernali e consentendo alla falda di rigenerarsi. Sull’opera è intervenuto anche Alessandro Mazzei, direttore dell’Autorità Idrica Toscana, definendo l’infrastruttura “strategica per ridurre i disagi sull’isola e sul continente” e richiamando i cittadini alla responsabilità nei consumi individuali.
Per affrontare il futuro e prevenire una nuova emergenza idrica in Val di Cornia, ASA ha programmato per il 2026 investimenti per 60 milioni di euro, parte di un piano da oltre mezzo miliardo entro il 2031. Sono stati inoltre candidati a bandi nazionali e PNRR progetti strategici come il dissalatore di Piombino da 200 milioni e il potenziamento del riutilizzo delle acque reflue. “Affrontare una sfida complessa richiede un percorso condiviso e un dialogo costante tra gestore, istituzioni e cittadini”, evidenzia infine il Presidente del Consiglio di Gestione Stefano Taddia, confermando la disponibilità del gruppo a lavorare insieme agli enti locali in vista della prossima revisione tariffaria nell’Assemblea dei Sindaci.


