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Rinnovabili, scontro a Villa Mussio: il Comitato Terre della Val di Cornia affronta Giani

Faccia a faccia a Villa Mussio tra il Comitato Terre di Val di Cornia ed Eugenio Giani. Sul tavolo l'impatto dell'agrivoltaico e la tutela del territorio

CAMPIGLIA MARITTIMA – Un’atmosfera di forte tensione ha preceduto l’avvio ufficiale della terza serata degli Incontri di Villa Mussio, la rassegna culturale e politica promossa dal quotidiano Il Tirreno in collaborazione con l’associazione #amacampigliamarittima. Ancora prima che i conduttori della serata – il giornalista Stefano Zurlo, inviato de Il Giornale, e il direttore de Il Tirreno, Cristiano Marcacci – potessero dare il via alle interviste in programma sul palco, la manifestazione è stata preceduta da un’accesa contestazione sul delicato tema della gestione delle rinnovabili in Val di Cornia, sfociata in un serrato faccia a faccia diretto tra il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e i rappresentanti del Comitato Terre della Val di Cornia.

Prendendo la parola a nome dei cittadini e degli agricoltori l’esponente Marco Bonucci ha affrontato il governatore toscano, illustrando i dettagli di una situazione ritenuta ormai insostenibile per la tenuta socio-economica del territorio livornese. Bonucci ha denunciato come la massiccia penetrazione di megaprogetti energetici stia paralizzando la programmazione agricola e compromettendo il futuro delle imprese agrituristiche nei comuni di Campiglia Marittima, Suvereto, Piombino e San Vincenzo.

Tra i punti di maggiore criticità sollevati durante il confronto, Bonucci ha messo in evidenza l’avvio delle procedure espropriative nel territorio suveretano per la realizzazione di un impianto BESS (Battery Energy Storage System), riconducibile a una holding finanziaria con sede in Lussemburgo:

“Non possiamo accettare che le nostre terre agricole e il nostro paesaggio vengano assoggettati a vincoli preordinati all’esproprio a favore di soggetti e fondi di investimento esteri. La piana alluvionale di Bocca di Cornia conta già circa 60 ettari occupati da impianti fotovoltaici ed agrivoltaici che provocano continui allagamenti, mettendo a rischio la sicurezza del suolo e il lavoro di intere famiglie”.

Al termine del proprio accorato intervento, il Comitato Terre di Val di Cornia ha consegnato nelle mani di Giani un documento ufficiale contenente una serie di istanze precise. In primo luogo, l’organizzazione ha sollecitato la pianificazione di un sopralluogo istituzionale direttamente sul campo entro due mesi alla presenza dei sindaci del territorio. Contestualmente, è stata avanzata l’esigenza di avviare con urgenza un tavolo tecnico-politico permanente con TERNA aperto al coinvolgimento attivo delle comunità locali. Il documento insiste poi sulla necessità di una decisa sollecitazione verso la Soprintendenza e il Ministero competente per l’apposizione del vincolo paesaggistico sui terreni agricoli di pregio, richiedendo infine la formale audizione della Coalizione TES nei lavori per la nuova legge regionale sulle aree idonee e non idonee.

Incalzato direttamente da Bonucci, il presidente Eugenio Giani ha risposto punto su punto prima di accedere alla rassegna, rivendicando la fermezza dell’operato della Regione Toscana e respingendo con decisione i tentativi di addebitare alla giunta regionale decisioni che spettano al governo centrale. Giani ha ricordato che la Toscana figura tra le Regioni italiane con la più alta percentuale di pareri negativi espressi nei procedimenti di valutazione di impatto ambientale per tutelare l’integrità del paesaggio:

“È necessario fare chiarezza ed evitare facili populismi: la quasi totalità dei procedimenti autorizzativi contestati e le relative procedure di esproprio per gli impianti energetici non dipendono dai poteri della Regione, ma da norme nazionali gestite direttamente a Roma dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica tramite procedure semplificate sulle quali gli enti locali non hanno facoltà di veto”.

Il presidente ha poi affrontato l’aspetto politico della contestazione, criticando la scelta di trasformare una rassegna culturale in un’arena di scontro:

“Comprendo le preoccupazioni del territorio e sono pronto a valutare ogni istanza fondata, ma respingo con forza qualunque strumentalizzazione politica di eventi pubblici pensati per il confronto civile. Non si può addebitare alla Regione la colpa di leggi statali, né usare queste piazze per fare propaganda ideologica contro la transizione energetica”.

In conclusion del faccia a faccia, Eugenio Giani ha comunque garantito che prenderà in esame il documento depositato dal comitato, confermando la volontà di farsi tramite con la Soprintendenza e i ministeri competenti per verificare la fattibilità di un coordinamento che bilanci lo sviluppo delle rinnovabili in Val di Cornia con la salvaguardia dell’agricoltura e del paesaggio toscano.

© Riproduzione riservata

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