LIVORNO – Durante il sesto Memorial Riccardo Cioni di ieri (1 agosto), la tecnologia più avanzata ha incontrato l’emozione, regalando al pubblico di Effetto Venezia 2026 una straordinaria prima assoluta: il ritorno di Riccardo Cioni dietro alla sua consolle sotto forma di ologramma. Un momento di grande intensità, fortemente voluto dalla famiglia del dj scomparso nel 2021 e reso possibile grazie alle tecnologie d’avanguardia sviluppate da Alkedo Produzioni, azienda leader nella realizzazione di ologrammi.
La sorpresa è arrivata nel cuore della serata, quando la figura di Riccardo Cioni è comparsa sul palco. Il Dee Jay Full Time ha salutato la sua gente con la naturalezza e il sorriso di sempre e per circa quindici minuti ha ripreso in mano il comando della serata, guidando la piazza attraverso una delle sue mitiche scalette e facendo rivivere l’atmosfera delle sue leggendarie notti. La sensazione è stata quella di un riavvolgimento del nastro, con la presenza reale dell’artista nel luogo che per anni è stato la sua casa.
Al termine della selezione musicale, Riccardo ha rivolto un ultimo sguardo alla Fortezza prima di compiere un gesto di valore simbolico: l’ideale passaggio di testimone a Dj Gomma che ha raccolto l’eredità della serata proseguendo lo show. Cioni si è congedato dal suo pubblico non con un addio, ma con un promesso ‘arrivederci’.
Dietro l’emozione di questa performance unica c’è un lavoro di ingegneria visiva e sonora durato mesi, che ha portato alla creazione del Digital Human Riccardo Cioni.
I tecnici di Alkedo Produzioni hanno avviato il processo con un’analisi di archivio su foto e riprese video d’epoca, mappando le caratteristiche fisiche e i tratti somatici del dj. Attraverso l’elaborazione dell’intelligenza artificiale, si è giunti alla modellazione di un clone 3D.
Per animare la figura, è stato codificato e applicato per la prima volta un protocollo innovativo di motion capture: partendo dai movimenti rilevati sul set da un attore, le dinamiche di mixing e di presenza scenica sono state trasferite al Digital Human. Nessun dettaglio è stato tralasciato, dalla precisione delle geometrie facciali alla naturalezza della labiale, fino alla ricostruzione della voce stessa di Cioni, clonata e fedelmente riprodotta grazie ad algoritmi di Ia.
Il sesto Memorial Riccardo Cioni si chiude come l’edizione in cui si è avuta la prova che la tecnologia messa al servizio della memoria e dell’affetto collettivo è in grado di restituire un’emozione che si credeva perduta per sempre.


