(Adnkronos) –
Il principe Harry ed Elton John hanno perso la causa contro l’editore del Daily Mail e con loro anche le altre celebrità che avevano denunciato il giornale per violazione della privacy. Nella sentenza di 436 pagine emessa al termine di un processo durato 11 settimane, il giudice Matthew Nicklin ha affermato che i ricorrenti non sono riusciti a dimostrare le loro accuse di raccolta illecita di informazioni e, pertanto, le loro richieste sono state respinte.Â
“La Corte ha respinto il tentativo di provare le affermazioni per inferenza estensiva laddove sussisteva ancora un percorso di provenienza legale legittimo e realistico, o laddove le prove specifiche relative all’articolo non dimostravano che le informazioni in questione dovessero essere state ottenute illegalmente”, si legge in una sintesi della sentenza diffusa dai media britannici.Â
L’editore del Daily Mail, l’Associated Newspapers Limited (Anl), ha sostenuto per tutta la durata del processo di aver ottenuto le notizie in modo legittimo e che le richieste di risarcimento erano state presentate troppo tardi, quindi erano cadute in prescrizione. L’Anl ha acccolto con favore la sentenza odierna, che rappresenta una vittoria schiacciante per il Daily Mail e i suoi giornalisti, e per la libertà di stampa in generale. Nell’assolvere il Daily Mail e il Mail on Sunday, respingendo ciascuna delle 97 accuse mosse, il giudice ha anche riconosciuto l’onestà delle testimonianze dei giornalisti riguardo alle fonti utilizzate per le loro notizie.Â
“Questa è una magnifica conferma della validità del giornalismo del Daily Mail”, si legge in una nota dell’editore. ”Per alcune delle accuse più oltraggiose mosse quando il caso fu avviato con grande clamore mediatico quattro anni fa – installare microspie nelle auto e nelle case delle persone, intercettare le telefonate e accedere illegalmente ai conti bancari – non è mai stata presentata alcuna prova credibile”, prosegue la nota. “Come abbiamo affermato all’epoca, queste accuse erano ‘scandalose’ e ‘assurde”’ prosegue la nota che denuncia ”una campagna politicamente motivata volta a mettere a tacere la libertà di stampa”. In questo contesto ”la reputazione dei nostri onesti e laboriosi giornalisti è stata terribilmente infangata e oggi sono stati riabilitati”.Â
“Come dimostra chiaramente la sentenza, ogni singolo articolo proveniva da fonti legittime”, aggiunge Associated Newspapers che ”ringrazia il giudice Nicklin per la pazienza e la saggezza dimostrate nel corso di questa azione legale fuorviante, che ha comportato uno spreco di tempo prezioso per il tribunale e oltre 50 milioni di sterline in spese legali”.Â
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