FIRENZE – I vertici dirigenziali della Fiorentina hanno delineato le strategie future del club viola nel corso di una conferenza stampa al Viola Park. Il direttore generale Alessandro Ferrari e il neo-direttore sportivo Fabio Paratici hanno incontrato i giornalisti per fare il punto sulla situazione sportiva e societaria in vista della prossima stagione, spaziando dagli obiettivi di squadra all’organizzazione interna, fino al mercato e alla questione del nuovo stadio.
Il dg Ferrari ha aperto l’incontro esprimendo riconoscenza verso la figura del presidente Rocco Commisso e verso la squadra tecnica uscente: “Abbiamo affrontato la scorsa stagione uniti con forza e siamo riusciti ad arrivare a fine campionato al risultato sperato. Su questo permettetemi di ringraziare ancora una volta la famiglia Commisso, Paolo Vanoli e il suo staff per il lavoro enorme che hanno fatto”. Rispondendo a una domanda specifica sulle voci di una possibile cessione del club, Ferrari ha voluto ribadire l’impegno della proprietà: “La famiglia Commisso non mette in vendita la società. Sta andando avanti con il sogno di Rocco e con la volontà di Katherine e Giuseppe Commisso di creare una Fiorentina forte dal Viola Park“. Sul nodo stadio e sui rapporti con il Comune, il direttore generale ha confermato l’interesse della società, pur attendendo ulteriori sviluppi normativi: “A prescindere dall’iter che bisognerà seguire per diventare partner del Comune, noi siamo assolutamente interessati ad andare avanti”.
L’intervento del direttore sportivo Paratici si è concentrato principalmente sulla visione programmatica a lungo termine. Rispetto alle aspettative di risultati, l’ex dirigente di Juventus e Tottenham ha sottolineato la necessità di puntare oltre il piazzamento costante ai margini delle coppe europee, introducendo il concetto di sviluppo societario globale: “Non accetto da me stesso di fare quattro anni di fila l’ottavo posto. Bisogna cercare di prendersi dei rischi per costruire qualcosa dove magari ci vuole un po’ più tempo. Non faremo un calciomercato per arrivare a una certa posizione in classifica, faremo un lavoro che comprende un’organizzazione societaria, una mentalità, una cultura sportiva, una gestione del centro sportivo per far sì che la Fiorentina sia competitiva negli anni”. A questo proposito, ha chiarito che il concetto di budget non si riduce al mero fondo acquisti, ma riguarda la struttura economica e operativa dell’intero club: “I budget fanno parte di una totalità del club, non solo del mercato. Il budget viene dato dalle entrate, dalle uscite, dai risultati che otteniamo, dalle revenues commerciali, dallo stadio che migliora”.
Sulla nomina di Fabio Grosso come nuovo allenatore della prima squadra, Paratici ha motivato la scelta mettendo in risalto le qualità gestionali e comunicative del tecnico: “Un allenatore moderno deve ragionare in maniera anche un po’ dirigenziale, deve ragionare a 360 gradi se vuole essere un allenatore di grande livello. Deve conoscere le difficoltà che hanno i club, dal Fair Play Finanziario alle difficoltà strutturali, e sapere come si comunica internamente ed esternamente. Queste caratteristiche le abbiamo trovate in Fabio Grosso”.
A proposito delle trattative di mercato, in particolare sulla situazione di Moise Kean — attaccante che Paratici conosce dai tempi delle giovanili bianconere — il dirigente ha preferito non sbilanciarsi, pur riconoscendone il valore: “Kean è un patrimonio del calcio italiano e della Fiorentina. Speriamo e vogliamo che sia il nostro numero nove, ma come tutti i club di calcio, tranne i primissimi top club europei, non siamo completamente padroni del nostro destino sul mercato di fronte a offerte di un certo livello”. Infine, sollecitato sul futuro dei giovani e della squadra Primavera, Paratici ha elogiato il lavoro del settore giovanile al di là del recente scudetto conquistato, auspicando a tendere la formazione di una squadra riserve (Under 23) come strumento indispensabile per la transizione al professionismo: “Le seconde squadre sono un punto molto importante e necessario per il completamento della maturazione dei calciatori. Quando saremo pronti la faremo”.
Davide Caruso


