Paolo Bianco post Pisa Südtirol: “Dobbiamo essere più lucidi e capire i momenti della gara”

PISA – Continua il tabù Südtirol per il Pisa Sporting Club, che in quattro incontri alla Cetilar Arena ottiene tre pareggi e una sconfitta, arrivando alla sosta con un pareggio che fa riflettere sulla tenuta mentale dei nerazzurri, capaci di passare in vantaggio ben due volte (nel primo tempo con Tramoni e nella ripresa con Léris) facendosi riprendere ambo le volte nel giro di pochissimi minuti. Dalla sala stampa sono intervenuti Paolo Bianco, Antonio Caracciolo e Davide Possanzini.

Le dichiarazioni di Paolo Bianco

“Il Südtirol è stato più bravo di noi nella gestione della palla, sapevamo che possiedono questa qualità. Siamo stati bravi a non concedere tante occasioni, ma alla prima ci hanno fatto gol: nel primo tempo non avevano quasi mai tirato in porta, se non quell’episodio salvato sulla riga da Primasso. Noi, invece, quando riconquistavamo palla abbiamo avuto troppa fretta, come se dovessimo segnare subito. La gente giustamente spinge e trascina perché vuole vincere, ma noi dobbiamo essere più lucidi e capire i momenti della gara. C’è grande rammarico, soprattutto perché dopo il secondo vantaggio abbiamo subito il pareggio alla prima distrazione.

La scelta iniziale era di continuità, poi forzando la partita per vincerla abbiamo inserito un giocatore offensivo in più. Una volta passati in vantaggio, per avere maggiore solidità e non rischiare di subire la pressione avversaria, ho cercato di registrare l’assetto; peccato aver preso subito gol su una rimessa laterale. Successivamente, con Marras che agiva da quinto (un profilo prettamente offensivo), ci siamo rimessi con un attaccante in più. Quando giochi con quattro elementi offensivi concedi qualcosa, è un rischio preventivato, ma a quindici minuti dalla fine cercavamo la stabilità giusta per blindare il risultato.

Il problema delle reti subite non mi spaventa nel senso che so di dover lavorare sodo, ma mi impone di occuparmene per cambiare questa tendenza. Oggi abbiamo subito due gol su due cross a difesa schierata: bisogna metterci più attenzione e fame nel non voler subire gol. Loro sull’azione della prima rete si sono buttati in tre in scivolata, noi dobbiamo avere quella stessa determinazione. In questo momento la stagione gira così, ma dobbiamo fare qualcosa in più per invertire la rotta.

Sul contatto finale nel recupero su Rao credo che la classe arbitrale abbia intrapreso una direzione diversa rispetto al passato: si fa giocare molto di più ed è un calcio più veloce. Bisogna abituarsi, anche se al 93′ ci si potrebbe prendere un secondo in più per valutare con calma. Per quanto riguarda la manovra, la nostra fase di possesso ha pagato dazio alla troppa frenesia: avevamo l’ansia di verticalizzare subito e abbiamo regalato troppi palloni sanguinosi sia nel primo che nel secondo tempo”.

Le dichiarazioni di Davide Possanzini

“Il 3-3-4 è una soluzione che provo; cerchiamo di capire le caratteristiche degli avversari, volevo creare spazi diversi e ho cercato di invertire il vertice dando libertà ai centrocampisti. I ragazzi sono stati bravi a liberare l’uomo tra le righe. Qui è difficile giocare, e anche se i risultati non vanno a favore, ho visto le prestazioni della squadra: i ragazzi hanno disputato una partita gagliarda, senza perdere la propria identità. Molina è “vecchio” e non ce la fa più a fare tutta la fascia, ma dentro al campo ha tanta qualità e personalità. Sono stato molto attento e ho notato che nelle ultime partite abbiamo fatto meglio rispetto alla prima parte della stagione, quella pre-sosta; tuttavia, gli episodi alla lunga non ti vanno sempre bene. Oggi siamo venuti qui giocando la partita che avevamo preparato, sfruttando gli episodi e stando dentro la gara. Siamo stati anche fortunati, senza perdere la calma e senza farci prendere dalla fretta.

Noi abbiamo giocatori potenzialmente forti davanti: finché la squadra crea, dobbiamo lavorare e spingere i ragazzi ad aumentare i loro numeri. Vasic ha le doti, ma non lo ha ancora dimostrato appieno; è un ragazzo eccezionale, molto sensibile, che si sente in dovere di dimostrare tutto subito. Ma prima o poi le cose vengono, il lavoro paga e saprà ritagliarsi il suo spazio. Sul secondo gol preso su calcio piazzato mi girano un po’ le scatole, mentre sul primo c’è grande tecnica da parte loro. Abbiamo fatto molto bene: in una fase più avanzata della stagione probabilmente potevamo anche vincerla. Siamo una squadra giovane e forte, ma dobbiamo dimostrarlo sul campo. Con Marras sono troppo di parte: è uno dei miei “figli”, l’ho visto arrivare a Mantova quando era un pulcino bagnato ed è diventato un pavone.

Dal campo avevo la sensazione che Molina si fosse attaccato a Rao, ma non riuscirei a rispondere in totale sincerità. L’espulsione di Vasic, purtroppo, ci sta; ma questo è ormai l’andazzo e mi sono promesso di non parlare degli arbitri… anche perché non ho ancora rivisto le immagini”.

Le dichiarazioni di Antonio Caracciolo

“Non eravamo partiti bene, ma siamo andati in vantaggio; poi l’hanno pareggiata e ci siamo fatti prendere dalla fretta. Dovevamo essere meno frenetici e, subito dopo il gol fatto, abbiamo restituito la palla a loro. Si può lavorare su tutto, ma l’attitudine ce la devi avere e noi abbiamo tanti ragazzi giovani. Sappiamo cosa vogliamo, ma dobbiamo lasciare da parte l’ansia e la paura, liberandoci la testa. Abbiamo calciatori e giovani forti che faranno grandi carriere. L’aspetto personale delle 200 presenze fa piacere, ovviamente, ma ora penso ad altro: dobbiamo prendere gol meno facilmente, perciò il traguardo personale passa decisamente in secondo piano. Ci manca ancora quel pizzico di cattiveria per vincere le partite; con le squadre contro cui pensi – anche inconsciamente – di essere più forte, si innescano certi meccanismi. Dobbiamo alzare l’asticella a prescindere dal nome dell’avversario.

Primasso si sta ritagliando il suo spazio con grande voglia, ma anche gli altri sono tutti giocatori forti; a Primasso posso solo dire di continuare così. Sotto l’aspetto tecnico e tattico, la squadra si fa ancora un po’ trascinare dagli eventi: è un filo sottile, bisogna essere consapevoli senza montarsi la testa. Siamo migliorati in fase difensiva, abbiamo lavorato sodo e siamo più compatti e stretti; i gol subiti, però, sono nati da due nostre “spizzate” che derivano da piccole insicurezze che ancora ci portiamo dietro. Per quanto riguarda gli episodi, secondo me era rigore: se Rao fosse stato più furbo e si fosse lasciato andare giù, magari l’arbitro lo sarebbe andato a rivedere”.

Davide Caruso

© Riproduzione riservata

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