Livorno, la nave Sunaid X resta ferma in porto: sciopero dei lavoratori contro il presunto trasporto di materiale militare

Dopo il blocco in mare, la protesta prosegue al Terminal Darsena Toscana. Usb annuncia due turni di sciopero, mentre le autorità smentiscono la presenza di armi

LIVORNO – Prosegue la protesta nel porto di Livorno contro la nave portacontainer Sunaid X, al centro della mobilitazione organizzata giovedì 22 ottobre da Global Sumud Flotilla Italia, Unione Sindacale di Base (Usb) e Gruppo Autonomo Portuali. Dopo aver ostacolato l’ingresso della nave nello scalo, la protesta si è spostata al Terminal Darsena Toscana, dove, secondo il sindacato, due turni di lavoratori portuali hanno aderito allo sciopero, impedendo la ripresa delle normali operazioni di movimentazione dei container.

La Sunaid X, battente bandiera portoghese e proveniente da La Spezia, era stata bloccata nel canale d’accesso al porto da alcune imbarcazioni a vela degli attivisti. Sul posto erano intervenute le motovedette della Guardia di Finanza e della Capitaneria di porto, che avevano accompagnato le barche verso la banchina. Dopo circa sei ore di blocco in mare, la portacontainer è riuscita a raggiungere il terminal, mentre davanti ai varchi portuali si svolgeva un presidio di protesta.

L’arrivo in banchina non avrebbe tuttavia segnato la ripresa delle attività. Secondo quanto riferito da Usb Livorno, i lavoratori del turno notturno hanno aderito allo sciopero, seguiti da quelli del turno successivo nella mattinata di venerdì 23 ottobre. Il sindacato riferisce inoltre che gli attivisti coinvolti nell’azione in mare sono stati rilasciati dopo alcune ore di fermo, mentre le imbarcazioni utilizzate per la protesta rimangono sotto sequestro.

Al centro della mobilitazione c’è il presunto trasporto di materiale destinato ad attività militari. Usb sostiene che la Sunaid X venga impiegata anche nella catena logistica di rifornimento della base statunitense di Sigonella, in Sicilia, e segnala la possibile presenza a bordo di quattro container contenenti batterie per droni, equipaggiamenti militari, gas e propellenti.

Una ricostruzione che non trova conferma nelle comunicazioni delle autorità. Già ieri (giovedì 22 ottobre) infatti, Prefettura e Capitaneria di porto avevano smentito la presenza sulla nave di materiale di interesse bellico, confermando invece il trasporto di merci classificate come pericolose. Una distinzione rilevante, perché la classificazione di una merce come pericolosa non ne implica necessariamente la destinazione militare, così come l’eventuale impiego di una nave per rifornimenti logistici non dimostra la natura bellica di ogni singolo carico.

La protesta si inserisce in una più ampia mobilitazione contro il transito di armamenti e materiali destinati ad attività militari internazionali. Usb chiede maggiore trasparenza sui carichi movimentati nel porto di Livorno, sulle autorizzazioni e sui destinatari finali delle merci.

L’iniziativa, promossa da No Harbor for Genocide, Global Sumud Flotilla Italia, Gruppo Autonomo Portuali e Usb, si collega anche allo sciopero internazionale dei lavoratori portuali annunciato per il 30 ottobre, in vista del quale le organizzazioni intendono proseguire la mobilitazione.

Resta da chiarire quanto durerà il blocco delle operazioni sulla Sunaid X e quali conseguenze avrà sulle attività del terminal. Secondo quanto riferito da Usb, la movimentazione dei container è ferma dopo l’adesione allo sciopero di due turni di lavoratori portuali. Al momento, però, non sono disponibili conferme da parte del terminal.

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