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A Livorno via al ciclo di conferenze sul tema del translinguismo nella filosofia e nella narrativa

Domenica (26 luglio) alle 10,30 Il primo appuntamento sarà con Francesca Gorgoni docente di storia della filosofia del Rinascimento all'Università di Bar-Ilan

LIVORNO – Partirà domenica (26 luglio) alle 10,30 alla biblioteca dei Bottini dell’Olio un ciclo di conferenze sul tema Translinguismo nella filosofia e nella narrativa: polifonia e incontro tra culture diverse.

Promosso dall’associazione Arturo Fornaciari, si svolgerà da luglio a ottobre con incontri tesi a fare emergere il concetto di translinguismo, esperienza per cui un autore, a causa di emigrazione, espulsione, esilio, scelta volontaria di allontanamento dal proprio paese eccetera, utilizza nei propri scritti una lingua diversa dalla propria.

Il primo appuntamento sarà con Francesca Gorgoni docente di storia della filosofia del Rinascimento all’Università di Bar-Ilan, curatrice del volume Con la lingua dell’altro del poeta palestinese Mahmud Darwish, un traslingue dall’arabo all’ebraico.

Contestualmente verrà presentato il Premio Leonardo Amoroso conferito dal Centro Studi Elia Benamozegh. 

La rassegna è stata presentata a Palazzo Comunale, alla presenza dell’assessora alla Cultura Angela Rafanelli, da Paolo Edoardo (Pardo) Fornaciari, studioso di cultura ebraica e presidente dell’associazione Arturo Fornaciari, insieme ai professori Alessandro Guetta, docente di Filosofia ebraica all‘Institut National des Langues et Civilisation Orientales di Parigi e Laura Bastogi, già insegnante di italiano e latino al liceo classico Niccolini di Livorno, e membro del comitato scientifico di Nuovi Studi Livornesi.

“Questa rassegna ha un significato speciale per Livorno – ha dichiarato l’assessora Angela Rafanelli – perché racconta qualcosa che appartiene profondamente alla nostra storia. Livorno è una città nata dall’incontro di popoli, culture e lingue diverse. È una città che ha fatto dell’accoglienza e del dialogo una parte della propria identità e che conosce il valore, ma anche la fatica, di cercare parole comuni quando si proviene da esperienze differenti. Il translinguismo non è soltanto un tema letterario o filosofico: è una metafora potente dell’incontro con l’altro. È la capacità di abitare una lingua diversa dalla propria e, proprio attraverso quella lingua, trovare nuove possibilità di esprimere sé stessi. È un gesto di apertura che trasforma una distanza in una ricchezza. Non è un caso che Livorno abbia dato i natali o accolto figure come Elia Benamozegh e Carlo Coccioli, autori che hanno saputo attraversare lingue e culture facendo della pluralità una forma di conoscenza. Questa città è stata, e continua a essere, un laboratorio di contaminazioni culturali, dove le identità non si chiudono, ma si incontrano. Per questo credo che una rassegna come questa abbia un valore che va oltre gli studi specialistici: offre a tutta la città un’occasione per riflettere su ciò che siamo stati e su ciò che possiamo continuare a essere. In un tempo in cui le differenze vengono troppo spesso vissute come motivo di divisione, il translinguismo ci ricorda che è proprio nell’ascolto della lingua dell’altro che possono nascere nuove forme di comprensione, di creatività e di comunità”.

Ha illustrato Pardo Fornaciari: “Il fenomeno di quegli autori che compongono le loro opere in idioma diverso dalla loro lingua madre è relativamente sottovalutato, almeno in Italia. Pur essendo sempre esistito, per vari motivi sembra essere destinato ad essere percepito con sempre maggior interesse e chiarezza. L’idea è quella che Livorno non si faccia trovare spiazzata, e dal momento che due illustri concittadini sono stati famosi autori in lingue diverse dall’italiano (Elia Benamozegh in ebraico ed in francese; Carlo Còccioli in francese ed ispanomessicano) la nostra proposta (di Laura Bastogi e mia) è di istituire un appuntamento di studio, confronto, ricerca, e perché no, spettacolo che ruoti attorno all’argomento. Per lanciare degnamente l’idea sono stati contattati alcuni intellettuali versati nel ramo: la risposta più positiva è stata quella di Alessandro Guetta (professore emerito all’Inalco di Parigi) che ha suggerito di coinvolgere la prof.ssa Francesca Gorgoni docente di storia della filosofia del Rinascimento all’università Bar Ilan, che terrà la conversazione inaugurale su Con la lingua dell’altro. L’attualità del poeta  palestinese Mahmud Darwish un translingue dall’arabo all’israeliano. Con Laura Bastogi, del progetto Translinguismo, quindi ringraziamo Sindaco ed assessora Angela Rafanelli, la Giunta comunale tutta per l’importante conferimento del Patrocinio a questa iniziativa e gli uffici ed i funzionari comunali che si sono prodigati per la riuscita di questo evento iniziale. Il Centro studi Benamozegh che è qui presente in simbiosi culturale con l’associazione Arturo Fornaciari si presenterà alla città in questa occasione per conferire il premio intitolato a Leonardo Amoroso per la miglior tesi di dottorato in studi ebraici, in memoria del filosofo scomparso 5 anni fa, specialista di Baruch Spinoza e di Eliahu Benamozegh. Il premio verrà conferito alla dottoressa Giulia Cervato per la sua tesi su Emmanuel Lévinas, di cui si parlerà più diffusamente dopo la conversazione con Francesca Gorgoni”.

© Riproduzione riservata

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