LIVORNO – Il 26 agosto 2026 ricorrono 52 anni dalla morte di Junio Valerio Borghese, ufficiale della Regia Marina e comandante della X Flottiglia Mas, il cui percorso militare ebbe un legame importante con Livorno e con la sua Accademia navale.
Nato a Roma il 6 giugno 1906 da un’antica famiglia aristocratica, Borghese scelse fin da giovane la carriera militare. Frequentò l’Accademia navale di Livorno, dalla quale uscì nel 1928 con il grado di guardiamarina. Nella città labronica ricevette quella formazione che avrebbe rappresentato la base della sua successiva esperienza come ufficiale e comandante.
Dopo l’Accademia si specializzò nelle armi subacquee, conseguendo anche il brevetto di palombaro, per poi essere destinato al comando dei sommergibili. Preparazione tecnica, disciplina e capacità decisionale caratterizzarono una carriera trascorsa in uno dei settori più impegnativi della Marina.
Durante la Seconda guerra mondiale assunse il comando del sommergibile Scirè, appositamente modificato per trasportare i siluri a lenta corsa e gli operatori incaricati delle missioni subacquee. Erano operazioni complesse, condotte in condizioni estreme e basate su un’attenta pianificazione, sulla riservatezza e sulla fiducia tra il comandante e i suoi uomini.
Il nome di Junio Valerio Borghese rimane legato soprattutto all’impresa di Alessandria del dicembre 1941. Lo Scirè riuscì ad avvicinarsi alla base navale britannica e a rilasciare gli incursori italiani, che penetrarono nel porto e colpirono le corazzate Queen Elizabeth e Valiant.
L’azione rappresentò uno dei maggiori successi della Marina italiana durante il conflitto e viene ancora oggi studiata per l’efficacia della preparazione e per l’impiego innovativo dei mezzi subacquei. Borghese ebbe un ruolo determinante nel condurre il sommergibile e nel garantire agli operatori le condizioni necessarie per portare a termine la missione.
Per le capacità dimostrate e per i risultati conseguiti gli venne conferita la Medaglia d’oro al valor militare. Il riconoscimento consolidò la sua reputazione di ufficiale capace di unire competenza tecnica, intuito operativo e attitudine al comando.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, la sua biografia entrò in una fase differente e politicamente complessa. Borghese decise di continuare a combattere aderendo alla Repubblica sociale italiana e mantenendo il comando della Decima Mas. Nel dopoguerra si avvicinò alla politica e il suo nome venne successivamente associato al controverso tentativo di colpo di Stato del dicembre 1970.
Si tratta di vicende che hanno prodotto nel tempo giudizi profondamente diversi sulla sua figura. Rimane tuttavia riconosciuta la rilevanza delle operazioni navali condotte durante la prima parte del conflitto e il ruolo svolto nell’evoluzione dei reparti subacquei italiani.
Dopo aver lasciato l’Italia, Junio Valerio Borghese trascorse gli ultimi anni in Spagna. Morì a Cadice il 26 agosto 1974, all’età di 68 anni.
A 52 anni dalla scomparsa, Livorno può ricordare il passaggio di Borghese nella propria Accademia navale, luogo nel quale iniziò a formarsi uno degli ufficiali più conosciuti della storia marittima italiana. Un legame che riconduce la sua esperienza alla tradizione navale della città e al ruolo che Livorno continua a svolgere nella preparazione degli ufficiali della Marina.


