Ucraina, Crosetto: “Nessuna soluzione prima dell’estate, Russia userà l’inverno come arma di pressione”

(Adnkronos) – La guerra in Ucraina non sembra destinata a concludersi nel breve periodo. È la previsione del ministro della Difesa Guido Crosetto, che non esclude un ulteriore irrigidimento del conflitto e avverte sul rischio che Mosca sfrutti l’inverno per aumentare la pressione su Kiev. Il ministro è intervenuto a Roma, nel corso della convention nazionale di Sud chiama Nord e Sindaci d’Italia, intervistato dal direttore dell’Adnkronos, Davide Desario. 

“Non credo a una soluzione prima della prossima estate per la crisi Ucraina. La Russia credo userà l’inverno come arma di pressione”, ha detto Crosetto, che ha chiarito anche la posizione italiana sul sostegno militare a Kiev, respingendo l’idea di finanziamenti diretti al presidente ucraino Volodymyr Zelensky e sottolineando invece la fornitura di strumenti per la difesa del Paese. “Finanziamenti a Zelensky non li abbiamo mai dati. Abbiamo dato degli strumenti per difendersi… . La richiesta oggi qual è? Dateci dei missili per difenderci dai nuovi droni fatti dai russi che arrivano ad alta velocità e vengono fermati solo al 10% rispetto al 90% di prima”. 

Il ministro ha poi espresso preoccupazione anche per gli sviluppi della crisi in Iran, escludendo che si possa arrivare rapidamente a una soluzione e prospettando la possibilità di nuove tensioni. “Non mi aspetto una soluzione in tempi brevi anzi temo che ci possa essere qualche ulteriore screzio”. 

Sul fronte della sicurezza internazionale, Crosetto ha escluso inoltre la possibilità, almeno nell’immediato, di una missione di pace nello Stretto di Hormuz. “A breve non c’è possibilità di missione di pace a Hormuz”. 

L’intervista ha affrontato anche il tema degli investimenti nella difesa italiana e delle ricadute sull’industria nazionale. Crosetto ha sottolineato la necessità che eventuali risorse aggiuntive siano destinate anche al sistema produttivo del Paese, evidenziando la distanza tra gli annunci e gli stanziamenti effettivi degli ultimi anni. “L’altro obiettivo che abbiamo, se ci saranno investimenti maggiori per la difesa, visto che a oggi non c’è stato negli ultimi due anni un euro in più per la difesa, annunci ma neanche un euro in più, necessariamente dovranno essere sull’industria in Italia”. 

Infine, il ministro ha richiamato il rapporto tra crescita economica, innovazione tecnologica e sostenibilità dello Stato sociale, indicando nella capacità di produrre ricchezza una condizione essenziale per mantenere i livelli attuali di welfare. “Oggi lo stato sociale è il massimo che si può avere qualunque sia il governo. E se vogliamo mantenerlo dobbiamo lavorare perché la capacità di produrre ricchezza non cali ma anzi cresca. L’obiettivo è lasciare invariata la nostra capacità di produrre ricchezze. La velocità della tecnologia oggi ci obbliga a un cambio di velocità amministrativa, imprenditoriale, burocratica”. 

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