Centrodestra non scopre le carte su data del voto: “Governo arriverà a fine legislatura”

(Adnkronos) –
Ufficialmente Giorgia Meloni punta a governare fino al 2027. Giovedì, ottenuto il tanto agognato via libera alla legge elettorale, ha liquidato come “surreale” il dibattito sul voto anticipato, lasciando intendere che vuol restare a palazzo Chigi fino alla scadenza naturale. Ma, raccontano, resterebbe la tentazione di andare alle urne subito dopo l’approvazione della Finanziaria. Una ipotesi tutta da verificare in concreto. Maggio o giugno, le due ‘finestre’ utili, secondo gli ultimi boatos, con la variabile di un election day con le grandi città al voto. Chi scommette su questa tentazione lo fa sulla base di un ragionamento preciso: Meloni, che ha portato a casa il record di premier più longeva a palazzo Chigi, potrebbe resettare e andare all’incasso, facendo leva sempre sul voto d’opinione. Le urne subito, però, non sono un’opzione così semplice, molto dipenderà dalla volontà degli alleati riottosi, Antonio Tajani e Matteo Salvini, che preferiscono arrivare a fine corsa per prendere tempo nella speranza di ‘sgonfiare’ Roberto Vannacci.  

 

Arianna Meloni, sorella del presidente del Consiglio e responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, non ha dubbi: ”Questo governo andrà avanti fino alla fine della legislatura e sarà un altro record: l’unica legislatura interamente attraversata da un solo governo, quello legittimato dagli italiani col voto del 2022”. Le fa eco Galeazzo Bignami, presidente dei deputati meloniani: ”A mio giudizio, oggi, si andrà ad autunno”. Si fa sentire pure Giovanni Donzelli, responsabile organizzazione di Fdi, che però non chiude completamente all’ipotesi di anticipare le elezioni: ”Non vedo perché dovremmo chiudere la legislatura prima della sua fine. Poi, se ci fossero le esigenze particolari, lo prenderemo in considerazione, ma non lo faremo mai pensando a cosa serva a noi. Noi – precisa – sceglieremo pensando a cosa serve all’Italia”. 

 

Forza Italia e Lega, dunque, si ritrovano uniti sul ‘no’ alle elezioni anticipate. Interpellato in proposito in una conferenza stampa al Mit, Salvini è perentorio: “Per quello che mi riguarda, si vota a fine legislatura, l’autunno del 2027 è la scadenza naturale”. Il vicepremier aggiunge: “Secondo me i cittadini hanno altro a cui pensare che la data del voto, forse la domanda se la pongono più nelle redazioni”. 

A conferma dell’asse con il Carroccio valgono le parole del portavoce nazionale forzista, il deputato Raffaele Nevi, fedelissimo di Tajani: “Per noi la legislatura deve arrivare fino alla scadenza naturale. Oggi bisogna solo concentrarsi sulle cose da fare per attenuare l’inflazione e preparare una manovra economiche che prevede meno tasse per le famiglie e misure per la competitività delle imprese”. Sulla stessa linea anche Noi Moderati. Maurizio Lupi, infatti, invita a concentrarsi sui prossimi obiettivi, la manovra innanzitutto, e va ripetendo la sua contrarietà a urne già a maggio-giugno: ”Ora avanti con la legge di bilancio e con risposte concrete su energia e casa”. 

 

  

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