Finto maresciallo al telefono truffa un’anziana a Livorno: arrestato il complice che l’ha rapinata

Il malvivente ha afferrato oro e contanti e ha spinto la donna contro il muro; la polizia lo ha fermato in stazione dopo 35 minuti e ha rintracciato la complice a Firenze

LIVORNO – Si è finto un maresciallo dei carabinieri al telefono per farsi consegnare oro e contanti da una donna di sessant’anni, poi ha preso tutto e l’ha spinta contro il muro per fuggire. Un uomo è stato arrestato dalla polizia di Stato a Livorno per rapina impropria in concorso, mentre la complice è stata bloccata a Firenze ancora in possesso della refurtiva.

Tutto è cominciato ieri mattina (1 ottobre) alle 9,20 in zona Fabbricotti, con una telefonata sul fisso di casa. Dall’altra parte una voce che si qualificava come maresciallo dei carabinieri di La Spezia e raccontava che due stranieri avrebbero usato un’auto intestata al padre defunto della donna per mettere a segno una rapina in gioielleria. Per escludere i suoi gioielli dalle indagini, la sessantenne avrebbe dovuto elencare, pesare e mettere sul tavolo tutto l’oro e i contanti che aveva in casa.

La pressione psicologica è stata continua: mentre la donna era tenuta al telefono fisso, è arrivata una seconda chiamata sul cellulare, con l’ordine di lasciarlo sul tavolo senza chiudere la comunicazione e di restare sola in casa, facendo allontanare anche la collaboratrice domestica. Dopo circa dieci minuti al citofono si è presentato un uomo con giacchetto blu, pantaloni scuri e borsello nero, che ha mostrato di sfuggita un telefono cellulare come fosse un tesserino. Una volta in casa è andato dritto al tavolo, dove c’erano circa 34 grammi di monili in oro e 300 euro, e ha infilato tutto nel borsello.

La vittima, capito l’inganno, ha cercato di trattenerlo afferrando la borsa, ma è stata spintonata violentemente contro il muro, rischiando di cadere. L’uomo è scappato a piedi verso via Mameli. Le urla hanno richiamato la collaboratrice e alcuni vicini, che hanno dato l’allarme al 112.

Alle 10,10 la segnalazione è arrivata alla sala operativa della questura e le descrizioni sono state subito diramate alle volanti. Alle 10,45, a soli 35 minuti dalla truffa, gli agenti della polizia ferroviaria di Livorno hanno notato in piazza Dante, davanti alla stazione, una persona che corrispondeva alla descrizione. Fermato per un controllo, ha fornito false generalità, risultate inesistenti nella banca dati delle forze di polizia. Dagli accertamenti è emerso che il giorno prima era stato controllato a Firenze insieme a una donna nota per reati contro il patrimonio.

Da qui la svolta: gli agenti del compartimento di Polfer di Firenze, verificando i biglietti ferroviari acquistati, sono risaliti alla complice, che aveva appena preso un biglietto Livorno-Firenze e poi Firenze-Napoli. La donna è stata rintracciata dalla polizia giudiziaria fiorentina con l’intera refurtiva addosso. Oro e denaro sono stati restituiti alla vittima, che è stata accompagnata in questura per sporgere querela e poi al pronto soccorso, dove i medici le hanno dato una prognosi di pochi giorni per lo stato di agitazione e le contusioni.

L’uomo è stato portato in carcere a Livorno a disposizione della Procura ed è stato denunciato anche per false attestazioni a un pubblico ufficiale. L’operazione rientra nel piano di contrasto alle truffe agli anziani disposto dal questore di Livorno.

La polizia ricorda di diffidare sempre di chi, al telefono, chiede denaro, oro o gioielli spacciandosi per forze dell’ordine, avvocati o tribunali: nessuna forza di polizia chiede soldi a domicilio. In caso di dubbio bisogna chiudere la telefonata e chiamare il 112.

© Riproduzione riservata

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