CECINA – Realizzare quadrati di lana da unire per creare coperte destinate alle persone che vivono in strada. È ciò che fanno ogni settimana le partecipanti alla sartoria sociale di Cecina, che hanno aderito a Coperte per senza dimora, progetto nazionale promosso da Sheep Italia per sostenere persone in condizioni di fragilità. Per partecipare all’iniziativa, il gruppo locale ha scelto di chiamarsi Punto e a capo.
A seguire il gruppo di lavoro sono Irene Carli e Gianna Fulceri, componenti di Fuori dal Comune, associazione e movimento civico nato nel 2024 e impegnato in attività sociali, culturali e aggregative sul territorio di Cecina. È proprio dall’esperienza della sartoria sociale promossa dall’associazione che è nata la decisione di partecipare per la prima volta al progetto di Sheep Italia.
Le coperte realizzate vengono raccolte nel centro di Montelupo Fiorentino e successivamente distribuite alle persone senza dimora, ma anche all’interno di case di accoglienza e centri antiviolenza.
La decisione di aderire è nata dalla volontà di dare continuità durante l’estate alle attività della sartoria sociale. I laboratori si svolgono principalmente nei mesi invernali, con il cucito a macchina e il ricamo, ma le persone coinvolte nell’ultima edizione non volevano interrompere gli incontri.
“Si era creato un bel gruppo e tutte avevano voglia di continuare a vedersi – hanno spiegato Carli e Fulceri –. Per questo abbiamo proposto di aderire alla chiamata di Sheep Italia e abbiamo iniziato a realizzare i quadrati”.
Maglia e uncinetto hanno permesso di trasferire più facilmente il laboratorio fuori dalla sede, senza dover trasportare macchine da cucire, stoffe e altre attrezzature. I primi incontri si sono svolti nella pineta, mentre successivamente il gruppo ha individuato un punto stabile vicino al bocciodromo di Marina di Cecina.
Ogni mercoledì mattina residenti e turisti hanno potuto avvicinarsi, chiedere informazioni o provare a lavorare insieme alle partecipanti. Al nucleo già formato durante l’inverno si sono aggiunte persone che hanno scoperto il progetto attraverso i social, passando davanti alla sede di Fuori dal Comune o incontrando il gruppo durante l’estate.
Alle attività hanno partecipato persone di età ed esperienze differenti, comprese ragazze più giovani e alcuni ragazzi seguiti da Oxfam, molti dei quali sapevano già cucire. La presenza di competenze diverse ha favorito lo scambio: chi conosceva la maglia e l’uncinetto ha potuto insegnare le tecniche di base a chi partiva da zero.
Ogni quadrato deve misurare 15 centimetri per 15 e può essere realizzato a maglia o all’uncinetto. Una volta completati, i pezzi vengono uniti per formare le coperte. Il gruppo Punto e a capo ne ha preparate anche alcune già assemblate, riducendo così il lavoro delle volontarie di Sheep Italia.
Dopo le prime indicazioni, ogni partecipante può continuare il proprio quadrato in autonomia, anche a casa. La dimensione contenuta permette di vedere rapidamente il risultato e incoraggia anche chi non aveva mai utilizzato un uncinetto.
Colori, trame e tecniche differenti rendono visibile il contributo delle persone coinvolte. Ogni coperta è composta da pezzi diversi, ma destinati alla stessa finalità.
“Quando la guardi vedi che ci sono tante mani, tante fantasie e tanti stili – hanno raccontato Irene Carli e Gianna Fulceri –. Chi la riceve sa che qualcuno ha impiegato il proprio tempo per realizzarla. È un contatto umano diverso”.
Accanto al lavoro manuale è cresciuta anche la dimensione sociale. Gli incontri sono diventati un’occasione per uscire di casa, imparare dagli altri e condividere esperienze.
“Le persone lavorano, chiacchierano e si raccontano. Quando arrivava il momento di andare via ci chiedevano come fosse possibile che fossero già passate due ore. Si è creato davvero un bel gruppo”.
A segnare l’esperienza estiva è stata la visita di Saverio Tommasi: giornalista, fondatore e presidente di Sheep Italia, arrivato a sorpresa durante uno degli incontri estivi. Il contatto è nato grazie a una componente di Chiacchiere e maglia, gruppo di San Gimignano impegnato nello stesso progetto, che durante le vacanze a Cecina aveva incontrato le partecipanti di Punto e a capo.
Tommasi, che frequenta la zona durante l’estate, ha saputo dell’attività e si è presentato direttamente a uno degli appuntamenti.
“Da tempo qualcuno ci suggeriva di contattarlo, ma avevamo sempre rimandato. Poi una mattina ce lo siamo trovato davanti. È arrivato dicendo: ‘Salve, io sono Saverio’. Siamo rimaste sorprese e molto contente”.
La visita ha permesso alle partecipanti di conoscere meglio le modalità di distribuzione. Alle persone che ricevono le coperte viene spiegato che ogni manufatto è stato realizzato da volontarie e volontari che hanno scelto di dedicare loro tempo e lavoro.
L’esperienza ha rafforzato anche il rapporto con Chiacchiere e maglia di San Gimignano, realtà attiva durante tutto l’anno e capace di produrre circa 150 coperte. Il 26 settembre una delegazione di Cecina raggiungerà il borgo senese per visitare la mostra dei manufatti, conoscere le altre volontarie e confrontarsi sull’organizzazione del lavoro.
Nel frattempo prosegue la ricerca della lana. I primi quadrati sono stati realizzati utilizzando i gomitoli messi a disposizione dalle partecipanti e il materiale acquistato nei mercati. Durante l’estate è stata avviata anche l’iniziativa del gomitolo sospeso, attraverso la quale i cittadini possono contribuire donando filati.
Con l’arrivo dell’autunno, la sartoria sociale tornerà nella sede di Cecina con i laboratori di cucito a macchina e ricamo. Il gruppo Punto e a capo continuerà invece a lavorare a maglia e all’uncinetto per Coperte per senza dimora a Cecina, proseguendo l’esperienza nata durante l’estate.



