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Il Comune di Rosignano boccia il Piano Industriale di Retiambiente

L'amministrazione: "Non sono previsti investimenti per favorire la raccolta differenziata"

ROSIGNANO MARITTIMO – Piano industriale di Retiambiente, il Comune di Rosignano ha espresso voto contrario e chiede un cambio di strategia. L’approvazione da parte dell’assemblea dei soci del 29 giugno è avvenuta con il 57 per cento delle quote dei Comuni dell’Ato Toscana Costa.

“Pur riconoscendo come elemento positivo la scelta di non prevedere, allo stato attuale, l’ingresso di Retiambiente nella società Novatosc evitando così significativi impegni economici legati alla realizzazione dell’impianto di ossicombustione di Peccioli , considerando l’elevato costo dell’impianto (180 milioni di euro), l’amministrazione comunale esprime forte preoccupazione per l’impostazione complessiva del piano” afferma l’amministrazione. 

“Il piano continua infatti a fondarsi su una strategia incentrata sull’ossicombustore come unica soluzione per la chiusura del ciclo dei rifiuti, una tecnologia che presenta ampi margini di incertezza sotto il profilo ambientale ed economico, non essendoci ancora esperienze di impianti dedicati al trattamento dei rifiuti”.

Secondo il Comune di Rosignano, tale impostazione non è coerente con le esigenze di una gestione moderna e sostenibile dei rifiuti, che dovrebbe invece puntare con decisione su prevenzione, riduzione, riuso e riciclo, valorizzando il recupero di materia e il miglioramento della qualità delle raccolte differenziate.

“Nel piano – prosegue l’amministrazione – non sono previsti investimenti indirizzati a favorire la raccolta differenziata. Tra le principali criticità rilevate si evidenziano l’assenza di interventi strutturati per l’intercettazione della frazione organica, la mancanza di azioni efficaci per la riduzione dei rifiuti, in particolare della plastica e del multimateriale e l’insufficiente valorizzazione di strumenti già sperimentati come la tariffa puntuale, capaci di ridurre significativamente il rifiuto indifferenziato. Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante, visto che i Comuni che in cui è stata adottata, come ad esempio Altopascio, Capannori e Guardistallo, hanno confermato una riduzione di tale flusso compresa tra il 5 e il 10 per cento”.

“Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dalla mancata considerazione del ruolo strategico del polo impiantistico di Scapigliato, rispetto al quale il Comune di Rosignano e l’azienda hanno manifestato piena disponibilità a sviluppare nuove soluzioni impiantistiche coerenti con gli obiettivi dell’economia circolare. Alla luce di tali valutazioni, il Comune di Rosignano Marittimo ha espresso voto contrario al piano”.

“Riteniamo che il piano – sottolinea la nota – debba assumere con maggiore decisione la prospettiva di rifiuti zero, fondata sulla riduzione, la riparazione, il riuso, il riciclo e il compostaggio di qualità, affiancati da sistemi di recupero di materia di ultima generazione, senza ricorrere a processi di combustione/incenerimento ormai considerati universalmente non compatibili con le politiche di economia circolare. Riteniamo inoltre che le decisioni sul futuro della gestione dei rifiuti debbano passare dal Piano di Ambito dell’Ato Toscana Costa, che è istituzionalmente il reale organo di rappresentanza dei comuni”.

“L’amministrazione rosignanese auspica che, nelle prossime fasi di pianificazione dell’Ato Costa, si possa avviare un confronto più ampio e condiviso, capace di individuare soluzioni sostenibili e realmente innovative per la gestione del ciclo dei rifiuti nell’intero ambito territoriale” conclude l’amministrazione.

© Riproduzione riservata

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